Rimini, 8 maggio 2026 – Ha ammazzato il suo cane colpendolo sulla testa. Un colpo o forse due, violentissimi, usando probabilmente una mazza o una vanga. Poi ha sotterrato la carcassa dell’animale in giardino. Ma grazie a una segnalazione, le guardie zoofile volontarie di Fare ambiente Rimini hanno scoperto l’episodio. E ora il padrone del cane, un 60enne residente a Bellaria, è indagato per uccisione di animali: rischia fino a 3 anni di pena e una multa fino a 30mila euro.

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Denunciato alla Procura

L’uomo è stato denunciato alla Procura al termine dell’accurata indagine condotta dalle guardie zoofile. Un’indagine scattata a fine aprile, quando i volontari del corpo – specializzato nella protezione ambientale e degli animali – ricevono la segnalazione riguardo un cane tenuto molto male dal padrone e in pessime condizioni di salute. Il giorno seguente le guardie zoofile, dopo aver incrociato tutti i dati e verificato con l’anagrafe canina, si presentano nella casa del 60enne chiedendo di poter vedere l’animale. Ma l’uomo all’inizio, nega di avere un cane. Poi, messo alle strette, ammette che l’animale, un labrador di 10 anni, è morto di vecchiaia e per questo l’ha seppellito nel giardino di casa.

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La carcassa disseppellita e l’autopsia

Davanti alle contraddizioni del 60enne, le guardie zoofile chiedono e ottengono dalla Procura l’autorizzazione di disseppellire la carcassa dell’animale. A una prima ispezione rilevano soltanto una ferita su una delle zampe posteriori. Ma vogliono andare fino in fondo e così portano il corpo del labrador al servizio veterinario dell’Ausl per eseguire l’autopsia. Proprio dall’esame è emerso che il cane, di età avanzata, era stata ucciso con un forte colpo alla testa (o forse addirittura due) che gli aveva spaccato il cranio e la mandibola. A quel punto per il 60enne è scattata la denuncia: è indagato per uccisione di animali, reato punibile con una pena massima di 3 anni e un’ammenda fino a 30mila euro.