DJI Osmo Pocket 4P mostra il primo render eintanto spunta una prima recensione. Emergono dettagli su design, doppia camera e prestazioni avanzate.
L’adozione della doppia fotocamera sulla nuova DJI Osmo Pocket 4P è una storia a se di questa serie. Se finora l’idea di una fotocamera tascabile stabilizzata era sinonimo di ottica fissa grandangolare, la variante P sposta tutto verso una versatilità che ricorda da vicino i sistemi fotografici degli smartphone di fascia alta. La novità non è solo estetica: la testa del gimbal ospita ora un sistema sdoppiato che include un obiettivo grandangolare con sensore da 1 pollice e un teleobiettivo con zoom ottico 3x.
L’azienda ha presentato il dispositivo con toni decisi, affermando che è “Pensato per i creator più esperti che esigono di più dalla loro narrazione cinematografica, DJI lancerà nel 2026 l’Osmo Pocket 4P, un gimbal rivoluzionario tascabile dotato di un sistema a doppia fotocamera”. Secondo la nota, questa vlog camera permette una “copertura flessibile della lunghezza focale per un adattamento perfetto a diversi scenari di ripresa”, con l’intento di “inaugurare una nuova era della cinematografia mobile”. Dal punto di vista hardware, le specifiche emerse svelano un device estremamente potente. Parliamo di un supporto per il 4K fino a 240 fps, una gamma dinamica di 14 stop con colore D-Log a 10 bit e l’integrazione della messa a punto Hasselblad. La presenza di un secondo sensore, probabilmente un CMOS da 1/1,5 pollici derivato dal drone Mavic 4 Pro, cambia la resa dei ritratti. Grazie a una lunghezza focale equivalente a 60 mm, le distorsioni tipiche dei grandangoli spariscono, restituendo volti con proporzioni naturali e uno sfocato ottico che non sembra risentire di elaborazioni software.
Non mancano però i compromessi che emergono dalla recensione apparsa online. La testa del gimbal è visibilmente più grande e pesante per bilanciare i due obiettivi, un fattore che richiede ai motori una coppia superiore. Questo sforzo meccanico, specialmente quando si utilizza lo zoom senza perdita di qualità 6x, incide sulla fluidità e sulla stabilità delle micro-vibrazioni, il che rende quasi obbligatorio l’uso di un’impugnatura estensibile per mantenere l’equilibrio. Anche l’autonomia ne risente leggermente rispetto alla versione standard, un prezzo da pagare per gestire un modulo complesso e un sensore principale da 37 MP. Sul fronte software, il sistema ActiveTrack 7.0 ora lavora anche con lo zoom 3x e 6x, mantenendo il fuoco sul soggetto con una precisione difficile da replicare per la concorrenza. A proposito di competizione, il mercato si sta scaldando rapidamente: Insta360 ha già pronta la sua risposta con Luna Ultra, anch’essa dotata di doppio obiettivo.
C’è però un’ombra che grava sul lancio globale, legata alle tensioni burocratiche negli Stati Uniti. DJI ha confermato di aver avviato un ricorso contro l’inclusione nella lista delle aziende soggette a restrizioni della FCC avvenuta a febbraio. La società ha lamentato la mancanza di un giusto processo e ha sollecitato la propria community a farsi sentire: la FCC raccoglierà i pareri sull’impatto dei droni e dei prodotti DJI entro il prossimo 11 maggio. Una situazione che incide sulla disponibilità del prodotto nel mercato americano, dove il Pocket 4P potrebbe non arrivare in tempi brevi oppure sotto il marchio Xtra Technology. La fotocamera tascabile integra inoltre 128 GB di memoria interna e mantiene il classico touchscreen orientabile, ma l’aumento di peso e le nuove ottiche lo allontanano dal punta e scatta della Pocket 3. È uno strumento che richiede una mano più esperta per essere sfruttato a fondo, soprattutto per chi cerca quel look cinematografico che solo un’ottica dedicata può offrire.

