“Tutti per Giulio”. Sulle strade del Giro d’Italia, Giulio Pellizzari porterà l’affetto della sua Camerino. A bordo strada o dietro uno schermo, non mancherà il “carburante” più forte che arriva dalla squadra ciclistica camerte dell’Avis Frecce Azzurre, i suoi primi tifosi, da sempre vicini con cuore e mente al “Duca di Camerino”, città dove è cresciuto e ha iniziato a correre. “Ci siamo sempre organizzati per poterlo salutare prima della partenza per il Giro d’Italia – racconta lo storico dirigente delle Frecce Azzurre, Sandro Santacchi –. Lo scorso anno, visto che partiva per l’Albania, lo abbiamo atteso all’aeroporto di Falconara. Questa volta invece pensavamo di non potercela fare in quanto partiva da Bergamo (dove è arrivato martedì), ma la sera prima della partenza è venuto a Camerino per stare con noi e siamo riusciti a mantenere questa tradizione, anche per scaramantica considerando che nelle due passate edizioni del giro è andato più che bene. Quest’anno sarà ancora più complesso: sembra che sia uno dei papabili a salire sul podio e sarà co-capitano, per la prima volta, della Red Bull-Bora-Hansgrohe, quindi tante situazioni coincidenti che possono generare pressione, sopratutto in Italia. Magari lui riesce a governare bene le proprie emozioni ma parliamo sempre di una grande responsabilità che credo lui senta essendo così genuino”. È ancora limpido negli occhi di chi era sulle salite di Camerino, il calore di tutto un territorio per Pellizzari nella tappa della Tirreno-Adriatico (in cui aveva tentato lo scatto a 400 metri dal traguardo, classificandosi quarto), conclusa nel ribollire dei tifosi in piazza Cavour. “Una giornata fantastica con un entusiasmo dilagante. Sappiamo che questi contesti caricano Giulio e lo aiutano durante la gare perché così può sentire la forza dei tifosi”.
d. p.