Il sangue si è già sciolto, per accogliere il Papa statunitense. Ieri mattina, mentre l’ampolla di San Gennaro veniva ruotata davanti alla folla di turisti-pellegrini nella Cappella del Tesoro, il siero del Patrono ondeggiava su e giù, visibilmente liquefatto. Potrebbe insomma concretizzarsi una suggestiva «prima volta», se il prodigio del Santo venisse confermato oggi pomeriggio, al cospetto di Prevost. «Storicamente – spiega don Carmine Autorino, responsabile del servizio Diocesano per la Liturgia – negli anni il sangue si è sciolto in presenza dei Patriarchi della Chiesa Orientale, ma mai davanti un Papa. Con Francesco, per esempio, il Cardinale Sepe utilizzò la formula del “si è quasi sciolto”».
Impossibile stabilire cosa accadrà, nelle prossime ore, nella Cattedrale partenopea. Di certo l’ampolla verrà mostrata a Prevost, e nel caso in cui il sangue si confermasse liquefatto, si tratterebbe di un unicum nella storia delle relazioni tra San Gennaro e il Vaticano. Miracolo a parte, Napoli nelle ultime ore è un’onda che si ritira in attesa del «Papa della pace». Non solo via Duomo: piazza del Plebiscito, il centro vuoto della città pienissima, sta aspettando con l’ansia delle grandi occasioni di essere occupato dalla presenza di Prevost. Una schiera di sedie sistemate, 5 maxischermi, e la scritta Ipia Scampia in via di formazione. Napoli aspetta il nuovo Papa, per la prima volta. A un anno esatto dall’elezione al Soglio di Pietro. E lo fa a modo suo, senza nascondersi, giocando con la storia tra dolci, devozione, statuine, pane, corni della fortuna, «caffè americano e caffè “napulegno”».