Dopo il closing dello scorso 30 aprile, che ha formalizzato il passaggio delle divisioni chimica e polimeri di RadiciGroup al fondo statunitense Lone Star, si apre una fase di incertezza per il polo industriale con sede a Gandino, in particolare per i circa 700 dipendenti della provincia di Bergamo del reparto fibre.
Le segreterie territoriali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno perciò annunciato l’invio di una richiesta formale di incontro alla nuova proprietà per fare chiarezza sulle prospettive industriali del gruppo.
Preoccupa il futuro dei 700 dipendenti del reparto fibre
L’ingresso di Lone Star delinea un nuovo scenario per chimica e polimeri: l’obiettivo dell’incontro sarà conoscere i piani di investimento e le linee strategiche che il fondo intende implementare nei siti acquisiti.
Tuttavia, l’attenzione resta alta soprattutto su ciò che è rimasto escluso dall’operazione: la divisione Fibre, che prosegue l’attività sotto il controllo della famiglia Radici con il nuovo nome Raditex.
«Restano forti incognite sul futuro dei circa 700 dipendenti nella provincia di Bergamo del comparto fibre», dichiarano i rappresentanti di categoria Luca Cappanera (Filctem-Cgil), Milena Occioni (Femca-Cisl) e Cristian Verdi (Uiltec-Uil).
«A pesare sulle prospettive della divisione sono principalmente due fattori: l’assenza di un passaggio generazionale definito all’interno della proprietà e l’instabilità dei mercati internazionali, che continua a colpire duramente il settore tessile».
Secondo i sindacati, la separazione del ramo fibre dal resto del nucleo storico del Gruppo rende il comparto più vulnerabile alle oscillazioni globali. «Il territorio non può permettersi incertezze su una realtà industriale di questo peso».
Le sigle sindacali hanno confermato l’impegno a mantenere un presidio costante sulla vicenda, garantendo aggiornamenti puntuali ai lavoratori in base agli esiti dei prossimi tavoli di confronto.