A noi Valeria Bruni Tedeschi, una bella donna che fa l’attrice per hobby, è sempre piaciuta. Sarà per la sua voce vibrante, emotiva e frammentata che esprime fragilità e nevrosi – molte nevrosi -, sarà per la sua recitazione caratterizzata da una continua ricerca di sottrazione – una sottrazione totale – ma insomma ci piace. È per questo che ci è dispiaciuto sentirla dire, l’altra sera sul red carpet dei David di Donatello, che “Il cinema italiano è stato messo sotto un coperchio dal regime fascista e da Berlusconi”. Forse ha ragione; anche se noi non sottovaluteremmo responsabilità pure di Garibaldi e Giolitti. Però Valeria Bruni Tedeschi – che ha recitato tra l’altro in Baciami ancora e Un’ottima annata, distribuiti da Medusa Film, La vita come viene, prodotto e distribuito da Medusa Film, L’abbuffata, prodotto anche con il contributo di Medusa Film, Tickets, prodotto e distribuito in home video da Medusa e Alibi e sospetti, distribuito in Italia da Medusa, cioè da Berlusconi – dimentica che, oltre a film propagandistici, il fascismo ha creato l’Istituto Luce, la Mostra del cinema di Venezia, dove lei è stata più volte coi suoi film, il Centro Sperimentale di Cinematografia e Cinecittà.

A dimostrazione che il fascismo e Berlusconi non solo hanno fatto anche cose

buone; ma persino ottime. Come il tax credit che lei invoca, introdotto nel 2008 dal governo Berlusconi IV.

A volte, davanti a certe attrici, ci verrebbe da dire “Ridateci Edwige Fenech”. Ma anche Luisa Ferida, va’.