L’otturatore di una macchina fotografica non cattura semplicemente la luce, ferma il respiro di una città che cambia. Con l’inaugurazione avvenuta ieri negli spazi della Fondazione Carispezia, la mostra ‘Cronaca. La città, i fatti, i personaggi negli anni del bianco e nero’ restituisce alla comunità un’eredità visiva che va ben oltre la semplice documentazione giornalistica. Curato da Marco Condotti e dedicato alla carriera di Claudio Pistelli, il percorso espositivo trasforma decenni di fotocronaca per Il Secolo XIX in un’indagine sociale profonda. Un’operazione di sintesi quasi impossibile: estrarre poco più di trecento scatti stampati da un archivio monumentale che conta circa un milione di negativi. Questa selezione, distribuita in una narrazione fluida che invita al confronto costante tra passato e presente, delinea il volto di una comunità in perenne mutamento.

Pistelli, durante la presentazione, ha sottolineato la complessità della scelta: “Un lavoro difficile, questa è solo una parte minima di un patrimonio immenso. Abbiamo preferito aumentare il numero delle immagini esposte, pur rinunciando a formati più grandi, per restituire il senso di una vita intera trascorsa con la macchina fotografica al collo, cercando di conciliare il lavoro sul campo con gli affetti familiari”. Un passaggio di particolare valore emotivo è la sala dedicata a Mauro Frascatore, collega e ‘concorrente’ scomparso nel 2022. “Eravamo amici, ci aiutavamo molto e abbiamo lavorato insieme fino a quando ci ha lasciati”, ha ricordato Pistelli, descrivendo un’etica professionale fatta di lealtà e reciproco supporto. Il valore dell’esposizione è stato rimarcato da Andrea Corradino, presidente di Fondazione Carispezia: “Non è solo una raccolta di immagini, ma un patrimonio di memoria che appartiene alla città. Vogliamo offrire uno spazio di riflessione condivisa per comprendere le trasformazioni del territorio, rafforzando l’identità culturale locale”. Un concetto ripreso dal sindaco Pierluigi Peracchini: “Rivedere questi personaggi raccontati dal talento di Claudio regala grandi emozioni. Attraverso questa mostra possiamo insegnare un modo di fare questo mestiere davvero unico, fatto di storie e vite che un professionista deve saper scegliere”.

L’esperienza visiva non si esaurisce sulla carta fotografica. Lungo il percorso, una serie di contenuti audiovisivi espande la narrazione: diversi monitor propongono ulteriori selezioni dell’archivio, mentre uno schermo di grandi dimensioni ospita le testimonianze di chi ha vissuto quelle cronache in prima linea. Attraverso interviste e aneddoti, giornalisti come Paolo Ardito, Paolo Brosio, Franco Carozza, Roberta Della Maggesa, Alessandro Franceschini, Amerigo Lualdi, Marco Magi, Enzo Millepiedi, Filippo Paganini, Renzo Raffaelli, Corrado Ricci e Riccardo Sottanis ricostruiscono il clima delle redazioni di quegli anni. L’esposizione è visitabile a ingresso libero fino al 7 giugno, dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19.30, mentre il sabato, la domenica e i festivi anche dalle 10 alle 13.