Sguardo verso il futuro per la Bertram
Da La Stampa a cura di Stefano Summa, il futuro di Tortona è oggi. L’inizio tradizionalmente tempo di attese, progetti e sguardi rivolti al futuro che può essere quello imminente della postseason, oppure quello un po’ più lontano, ma neppure troppo, del mercato per la stagione successiva. Non è ovviamente una novità per nessuna delle squadre militanti in A, Bertram Derthona inclusa, ma in questi mesi, più che mai, la necessità di programmare è particolarmente impellente, in virtù di scenari che vanno oltre la volontà e le decisioni dei singoli club. Un primo elemento distorsivo del consueto processo di costruzione delle squadre è rappresentato dalle presunte prime conseguenze concrete del progetto Nba Europe sul campionato di serie A, con il probabile ingresso della franchigia di Roma, l’uscita dai palcoscenici di Cremona e le incertezze che da tempo attanagliano una piazza storica come Trieste. L’arrivo di questa nuova realtà ambiziosa aumenterà la concorrenza per diversi profili disponibili sul mercato, in particolare per quello degli italiani, che risulta a sua volta ancora più complicato da completare rispetto al solito. Ed è qui che entra in gioco il secondo rompicapo “made in Usa” per le formazioni della massima serie, soprattutto per quelle legate al 6+6 nella costruzione del roster: il Nil. Acronimo di Name, Image and Likeness, è un diritto, riconosciuto a livello federale, che le università americane stanno utilizzando per offrire lauti contratti (attraverso sponsorizzazioni e iniziative con sfruttamento dell’immagine) a giovani giocatori non solo statunitensi, ma anche europei. Un fenomeno che, almeno per ora, si sviluppa senza un vero coordinamento tra le varie parti in causa (l’Ncaa, come l’Nba, è infatti un’entità indipendente dalla Fiba, a cui invece fa riferimento il resto del basket mondiale) e senza limiti nel calibro dei profili coinvolti (persino giocatori con ampio minutaggio in Eurolega, come Ellis di Milano e Niang della Virtus Bologna). In questo scenario, trovare sei italiani (o giocatori con formazione cestistica italiana), possibilmente di alto livello per chi si presta al doppio impegno campionato-coppa, sta diventando molto più difficile di prima. Lo è anche per un club in ascesa come il Derthona, chiamato a fronteggiare proprio questa sfida in vista del ritorno nelle competizioni europee. Le situazioni contrattuali che, al momento, garantiscono con certezza un altro anno in bianconero sono quelle di Strautins (sul quale però c’è l’interesse di Venezia) e Pecchia. Per il resto, la situazione è in piena evoluzione: capitan Baldasso sembra diretto verso la Virtus Bologna, mentre in entrata i profili seguiti da più tempo sono quelli di Amar Alibegovic (approdato a Granada dopo l’esclusione di Trapani, conteso dai leoni insieme a Napoli) e Nicola Akele (in uscita dalla stessa Virtus). La quota italiana resta la priorità, ma non solo: un’ipotesi concreta sul fronte stranieri è quella del prestito da Milano di Dante Maddox, protagonista della Bmxt League con l’Aalst.