Tra flop in campo, fughe di notizie e una gestione sempre più caotica dello spogliatoio, i blancos hanno smarrito il loro spirito
Nanni Moretti sbotterebbe: “Falla una cosa da Real Madrid!”. Dov’è finito il club più titolato al mondo, 15 Coppe dei Campioni, il sangue più blu del calcio? Eliminato dal Bayern in Champions, dall’Albacete in Copa del Rey, sconfitto nella Supercopa de Espana dal Barcellona che, nel Clasico di domenica al Camp Nou, gli festeggerà in faccia la vittoria nella Liga. Ma i risultati sono il meno, rispetto al crollo dello stile. Nella Real Casa, che fu cara al Generalissimo Franco, ora si mangia con le mani. Cacciato l’allenatore come nei club da salvezza, Xabi Alonso, che se ne andò borbottando: “Non sapevo di dover allenare bimbi dell’asilo”. Dove sono quelli che consideravano Ancelotti solo un gestore? “Facile gestire il Real”. Facile? Di male in peggio: i bimbi si picchiano. Due round in due giorni tra il peso massimo Tchouaméni e l’uruguagio Valverde, finito in ospedale dopo aver perso conoscenza. Più della rissa, sorprende che sia uscita la notizia.
spifferi—
Un tempo dalla Casa Blanca non usciva uno spiffero. Se Mbappé va a dire che i medici gli hanno fatto esami al ginocchio sbagliato, ora ne parla il mondo. Dai, falla una cosa da Real! A forza di chiederlo, finalmente l’ha fatta: 500 mila euro di multa ai due pugili di Valdebebas. Oooh… Si rivede l’antica grandezza! Un multone galattico! Proporzionale agli stipendi. Tchouaméni guadagna 12,5 milioni all’anno, Valverde 16,6. Al Rayo Vallecano, bandiera del quartiere operaio di Vallecas, molto meno caro a Franco, nessuno arriva a 3. Però la terza squadra di Madrid è in finale di Conference. Per il Real, che sta tornando a Mou, stagione da zero tituli.