La catena di supermercati Conad ha pubblicato a un richiamo alimentare a scopo precauzionale relativo a due lotti di riso Carnaroli. Il richiamo arriva a seguito di un controllo interno.

I lotti di prodotto sono stati rimossi dagli scaffali per rischio cadmio. Scusandosi per il disagio arrecato alla clientela, Conad invita chi fosse in possesso del prodotto (relativamente ai lotti indicati) a riportarlo al negozio di acquisto. Si potrà procedere alla sostituzione con altro prodotto o al rimborso.

Richiamato riso Conad, i lotti coinvolti

Di seguito le informazioni utili per riconoscere il prodotto oggetto del richiamo Conad:

  • denominazione – Carnaroli (Ideale per risotti raffinati);
  • codice Ean – 8003170003866;
  • lotti coinvolti – P26010B08 e P26010B5A;
  • data di scadenza 30 gennaio 2028;
  • produttore – Curti srl, via Stazione 113, Valle Lomellina (PV).

Si ribadisce che il richiamo riguarda unicamente i lotti indicati (P26010B08 e P26010B5A) mentre tutti gli altri devono essere considerati sicuri.

Conad ha già provveduto a rimuovere tutti i lotti coinvolti dagli scaffali dei propri supermercati, quindi altamente improbabile imbattersi nel prodotto durante la spesa. È comunque buona norma controllare attentamente in fase di acquisto.

Si aggiunge che il richiamo di un prodotto alimentare non deve automaticamente essere considerato indice di scarsa affidabilità da parte dell’azienda produttrice. Al contrario: nella filiera alimentare i richiami sono fenomeni piuttosto comuni. E la diffusione di un richiamo, peraltro autonomi, dimostra che i controlli di sicurezza sono estremamente rigorosi.

Gli effetti del cadmio sulla salute

Il cadmio è un metallo pesante altamente tossico. L’Istituto superiore di sanità ricorda che gli effetti sulla salute causati dal cadmio dipendono principalmente dalla quantità del metallo nell’organismo, dalla durata dell’esposizione ed anche dalla via di esposizione.

Per quanto riguarda la contaminazione degli alimenti, se il cadmio viene ingerito la percentuale assorbita va dall’1 al 10%. Se invece il cadmio viene inalato, nei polmoni ne viene assorbito circa il 5-50%, per poi passare nel sangue. E se passa attraverso la pelle ne viene assorbito meno dell’1%.

Una volta entrato in circolo, il cadmio si deposita in tutti gli organi. Le quantità più alte si riscontrano nel fegato, nei reni e nelle ossa, dove si accumula e rimane per lunghi periodi: il tempo necessario per eliminare la metà del cadmio presente nel corpo umano va da un minimo di 10 anni a un massimo di 30.

L’intossicazione da cadmio può essere acuta o cronica.

L’European Food Safety Authority ha stabilito una dose settimanale accettabile di cadmio pari a 2,5 microgrammi per chilo di peso corporeo.

L’Iss ricorda che alcune categorie di persone (come i vegetariani e i forti consumatori di molluschi e crostacei) ingeriscono mediamente maggiori dosi di cadmio rispetto alla media.

Intossicazione acuta da cadmio

Questa forma di intossicazione è dovuta a esposizione singola a dosi elevate. Se il cadmio viene ingerito i sintomi sono:

  • irritazione dello stomaco;
  • vomito;
  • diarrea.

Altri disturbi causati da esposizioni brevi ma a dosi alte includono:

  • crampi muscolari;
  • danni al fegato;
  • insufficienza renale.

Intossicazione cronica da cadmio

Questa forma di intossicazione è dovuta a esposizioni ripetute a basse dosi. In questo caso i sintomi sono:

  • malattie renali;
  • ipertensione;
  • malattie cardiovascolari;
  • osteoporosi;
  • tumori al polmone.