Tchouameni e Valverde dopo la rissa puniti con una maximulta di 500mila euro a testa. Intanto Florentino Perez aspetta che il Barça vinca aritmeticamente il campionato per annunciare il ritorno dello Special One
Giornalista
9 maggio – 08:12 – MILANO
E meno male che due estati fa Ancelotti lo definì “lo spogliatoio più sano che abbia avuto”. Certo, qualche leader è andato via a Valdebebas, da Modric a Kroos, ma nulla faceva pensare a una degenerazione così rapida e difficilmente riparabile. Prevedendo proprio questo Florentino si era affidato l’estate scorsa a Xabi Alonso, come a un novello Pep o al primo Zidane, nel tentativo di fare tabula rasa. Ma il ‘vestuario blanco’ con i vari Mbappé, Vinicius, Valverde, Bellingham e altri pullula di prime donne, difficilmente compatibili. E non solo in campo, primo problema che ha affrontato Xabi Alonso.
scricchiolii—
A farne le spese tatticamente quasi subito è stato Rodrygo, al quale il tecnico ha preferito Guler, più prono al sacrificio. Scegliendo il 4-2-3-1 non c’era posto per tutti. In mezzo se la sono giocata Tchouameni, Valverde e Camavinga per due posti, eliminando presto Ceballos dalle rotazioni. Bellingham si è perso l’inizio stagione per l’operazione alla spalla, ma anche quando è tornato non è stato all’altezza del suo passato. I problemi tattici sono esplosi nel gruppo ben presto. Xabi Alonso ha cercato di imporre maggior disciplina, anche tattica, ma ha trovato contro parte importante della rosa come Valverde e Vinicius, che ha sofferto le continue sostituzioni e ha chiuso solo 9 gare intere con Xabi. Che un giorno, dopo il Clasico, è esploso: “Non sapevo che sarei venuto ad allenare in un asilo nido”, lamentando la disattenzione, la mancanza di impegno, maturità ed ‘exigencia’ del gruppo.
tocca ad alvaro—
Cambiato tecnico il 12 gennaio, col Madrid a 4 punti dal Barcellona, è toccato ad Arbeloa, promosso dal Castilla. Anche qui ben presto la tregua è saltata. Arbeloa ha litigato prima con Ceballos, escluso dalle rotazioni, poi col difensore della casa Asencio, messo in panchina col City e poi punito per essersi tirato fuori causa con l’Elche (millantando problemi muscolari), e costretto a chiedere scusa ai compagni. Ma il conflitto più grave è stato con Carvajal, che tornato da un infortunio a gennaio ha disputato solo 2 partite da 90 minuti, in Liga. Insomma, Arbeloa non ha saputo gestire come Florentino sperava e ha trovato contro proprio chi aveva dato fiducia a Xabi Alonso come Tchouameni. Mentre a Mbappé ha concesso 10 giorni di riposo, per ufficiali problemi muscolari a una coscia, con vacanza in Sardegna con fidanzata, per riposarsi in vista del Mondiale. A molti non è sembrato giusto. I tifosi poi hanno protestato pesantemente.
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futuro—
E l’ultimo caso, la rissa di Tchouameni e Valverde (puniti ieri dal club con mezzo milione di euro di multa a testa), finito in ospedale. Che ha precisato di aver “urtato accidentalmente contro un tavolo… In nessun momento il mio compagno mi ha colpito, e nemmeno io ho colpito lui”. E Tchouameni ieri ha scritto: “Ciò che è successo è inaccettabile… Ora è il momento di guardare avanti, e tutta la nostra attenzione è sul Clásico”. Ecco, domani il Barça, ormai a 11 punti, potrebbe festeggiare il titolo al Camp Nou davanti a un Madrid derelitto. Per Florentino si attendono settimane dure. Si riparla per la prossima stagione di Mourinho, uomo di polso e di esperienza, per ricostruire quella Casa Blanca dove aveva già allenato dal 2010 al 2013 vincendo una Liga, una Coppa del Re e una Supercoppa spagnola. Pare che Florentino aspetti solo la certezza del titolo al Barça per annunciarlo. Mou vuole un biennale, non accetterà pressioni dal presidente su chi schierare, il suo staff (e via Pintus, il preparatore) e vuole gestire il mercato: via subito Carvajal, Alaba e altri “non adatti”.
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