Stasera Spalletti riprende la volata: i bianconeri devono vincere per non perdere il 4° posto e le possibilità con i big
Matteo Nava e Filippo Cornacchia
9 maggio – 07:43 – MILANO
Non è un turno di Champions, ma è come lo fosse. Stasera la Juventus si gioca tantissimo a Lecce, se non proprio tutto. Dentro o fuori, proprio come nelle sfide a eliminazione diretta dell’Europa che conta. Un successo al Via del Mare farebbe dormire i bianconeri almeno per una notte al terzo posto. Una sconfitta rischia di compromettere le ambizioni presenti e future prima delle ultime due tappe contro Fiorentina e Torino. Qualificarsi o no in Champions fa tutta la differenza del mondo. Ballano tanti soldi (almeno 75 milioni), ma anche l’appeal sul mercato. Qualche sacrificio sarà inevitabile e qualche stella inarrivabile, su tutti il sogno Bernardo Silva. Questione di quattrini, conti e bilanci. Non saranno 100 milioni come ha detto Massimiliano Allegri, ma la Champions sposta tanto. Eccome se sposta.
nello scrigno—
Il quarto posto della Juventus corre su un filo sottilissimo. È ampio, invece, il divario economico tra partecipare o guardare dal divano la regina delle competizioni europee. Le ultime due stagioni raccontano bene quanto sia ampia la forbice, perché relativamente ai premi Uefa i bianconeri hanno incassato 66,5 milioni di euro nel 2024-2025 e circa 64 quest’anno, cifra leggermente inferiore per via della diminuzione delle voci di market pool e ranking. Non è tutto, però, perché l’Allianz Stadium sa godersi la magia dell’Europa e si riempie puntualmente ogni volta che c’è da spingere la Signora nella competizione più bella: per la stagione in corso si possono stimare oltre una decina di milioni di incassi dal botteghino e, quindi, fallire il quarto posto farebbe sfumare almeno 75 milioni in tutto. Certo, Europa League e Conference League assicurano premi a loro volta, ma è tutto un altro mondo. Significherebbe “ridimensionarsi”.
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il mercato—
Dalla volata per il quarto posto dipenderanno anche diverse trattative. Una su tutte: quella per Bernardo Silva, in scadenza di contratto con il Manchester City. I bianconeri, dopo il lungo corteggiamento di questi mesi con tanto di telefonata di Luciano Spalletti, hanno bisogno del pass per l’Europa che conta per presentarsi allo sprint col Barcellona, che resta il sogno del capitano di Pep Guardiola. Mentre Alisson (Liverpool) e l’ex Kolo Muani (Tottenham, ma di proprietà del Psg) potrebbero arrivare a prescindere dal nome della coppa. La Juventus ha già un accordo di massima con entrambi e a fine campionato tratterà con i club. “Marotta dice che i giovani non bastano per trionfare ma serve anche gente esperta e abituata a vincere? Sono d’accordo – ha spiegato ieri Spalletti – l’esperienza è importante. Ma non farei paragoni con l’Inter, la loro forza mentale è riconosciuta da anni. Sia chiara una cosa: alla squadra faremo delle aggiunte, però la maggior parte della Juventus resterà questa. È bene che i giocatori lo sappiano. Si può crescere in tutto, l’unica cosa non allenabile è la presunzione”. Tutto non si può avere e tutto ha un prezzo. Senza i ricchi premi Uefa, la Juventus dovrà compensare con qualche cessione in nome del bilancio. Più che addii, sacrifici dolorosi. Almeno uno tra Bremer, Khephren Thuram e Francisco Conceiçao, sempre più nel mirino di Liverpool e Manchester United, potrebbe essere monetizzato al miglior offerente.
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