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Il mito de ‘La casa di carta’ è finito ed è arrivato il momento di accettarlo. È inutile trascinare la storia della banda di ladri più famosa del piccolo schermo con spin-off e remake: la serie heist spagnola diventata un fenomeno mondiale non ha più nulla da raccontare e la scarsa qualità del suo spin-off, su Netflix dal 15 maggio con un suo secondo capitolo dal titolo ‘Berlino e la Dama con l’ermellino‘, ne è la prova.  

Berlino e la Dama con l’ermellino: la trama

Iniziamo dalla trama. La seconda stagione di ‘Berlino’ racconta un nuovo colpo grosso a Siviglia. Berlino e Damián, infatti, riuniscono la banda per un nuovo colpo geniale: fingere di rubare la Dama con l’ermellino di Leonardo Da Vinci. Ma, in realtà, è tutta una messa in scena perché il vero obiettivo sono un duca e sua moglie, una coppia che pensa di poter ricattare Berlino, ignorando che finiranno così per risvegliare il suo lato più oscuro. 

Berlino e la Dama con l’ermellino: una stagione piuttosto deludente

La seconda stagione di ‘Berlino’ è decisamente deludente sia dal punto di vista dei contenuti che della struttura stessa della serie, costruita più per il binge watching che per lasciare qualcosa allo spettatore. 

Sono otto i nuovi episodi della serie, ma ognuno di loro pecca di scarsa qualità. I personaggi – vecchi e nuovi – mancano di tridimensionalità e spessore e anche lo stesso Berlino – che dovrebbe essere al centro del racconto – viene relegato quasi a personaggio secondario rispetto alle storie dei suoi compagni di banda. 

C’è più attenzione alla velocità del racconto e ai colpi di scena che a raccontare una bella storia che meriti di essere guardata e ricordata. “Berlino 2”, infatti, ha una trama così poco memorabile da essere dimenticata non appena appaiono i titoli di coda sullo schermo. E questo è un vero peccato per un titolo legato a uno dei più grandi successi di Netflix di sempre. 

Perché lo spin-off su ‘Berlino’ non ha più motivo di continuare

Dopo aver visto “Berlino e la Dama con l’ermellino” la sensazione è una sola: questo spin-off non ha più motivo di esistere. Più che arricchire l’universo de ‘La casa di carta’, questa serie arriva quasi a screditarlo non riuscendo a reggere il confronto con l’originale e, soprattutto, non aggiungendo nulla a una storia che, forse, andava lasciata così com’era. 

Capita spesso che le piattaforme si facciano ingolosire dal successo di una serie. Così nascono spin-off, sequel e prequel costruiti più per sfruttare un brand che per raccontare qualcosa di davvero necessario. E anche ‘Berlino’ fa parte di questo modus operandi, purtroppo. 

Dunque facciamo un favore al mito de “La casa di carta”, lasciamolo brillare nel suo olimpo seriale senza continuare a snaturarlo. Piuttosto creiamo nuovi miti, raccontiamo nuove storie, diamo spazio a personaggi che non hanno ancora avuto l’opportunità di brillare sullo schermo. Il mondo seriale ha bisogno di novità e non di vivere solo di ricordi. 

Il problema non è che ‘Berlino’ continui a esistere. Il problema è che non ha più nulla da raccontare.

Voto: 4

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