di
Donatella Tiraboschi
Il conte Piero Piccinelli entra nel procedimento contro l’architetto Antonio Ravalli, accusato di aver tratto in inganno gli uffici con disegni non corrispondenti alla realtà dell’opera. L’avvocato della difesa contesta però la costituzione di parte civile. Tutto rinviato a giugno
Tutto rinviato al prossimo 3 giugno. Si è tenuto ieri il primo round del procedimento penale, intentato dal conte Piero Piccinelli nei confronti dell’architetto Antonio Ravalli, progettista dell’ampliamento dell’Accademia Carrara. In questo primo processo, che ieri (venerdì 8 maggio) ha visto l’udienza predibattimentale, il professionista deve rispondere dell’accusa di falso per induzione. In pratica di aver indotto in errore il dirigente della Commissione paesaggistica del Comune di Bergamo, producendo un rendering falso in quanto non corrispondente alle tavole di progetto.
Era l’udienza di ieri l’ultimo momento utile perché si costituissero le parti civili. Non lo ha fatto il Comune (argomento oggetto di una interpellanza del centrodestra nei giorni scorsi), mentre si è presentato l’avvocato Rocco Gargano per proporre la costituzione di parte civile del conte Piccinelli. Il difensore di Ravalli, Riccardo Bonetti ha, però, contestato l’ammissibilità della costituzione ritenendo che il conte Piccinelli non possa ritenersi danneggiato dal reato. Il giudice Carmen Carandente si è riservata di esprimersi in merito, riaggiornando l’udienza al prossimo 3 giugno.
Ravalli è imputato in un secondo procedimento, calendarizzato a novembre, in cui dovrà rispondere sempre nella cornice dell’ampliamento dell’Accademia, di abuso edilizio e ambientale
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9 maggio 2026
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