Bologna, 9 maggio 2026 – Pietro Gugliotta se n’è andato: uno dei componenti della Banda della Uno Bianca si è tolto la vita in casa sua, nel Nord Italia, dove da tempo viveva con la sua famiglia, nel gennaio scorso.
E con lui se ne vanno anche i misteri della Uno Bianca, la banda criminale che per 7 anni (tra il 1987 e il 1994) seminò terrore e morte tra l’Emilia-Romagna e le Marche: 23 morti e 115 feriti in 103 azioni criminali.
Gugliotta è morto ad Arba, in un piccolo paesino della provincia di Pordenone. E non avrebbe spiegato i motivi del suo gesto.

Gugliotta è stato trovato impiccato nella sua casa in Friuli
Quando fu arrestato, il 25 novembre 1994, confessò di aver preso parte solo a due crimini della Banda della Uno Bianca, due rapine nella provincia di Rimini. Fu condannato a 20 anni di carcere, i giudici tennero conto anche della responsabilità morale.
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Roberto Savi e la nuova inchiesta
La notizia della sua morte arriva solo oggi. Ma sono giorni in cui si è tornati a parlare del caso della Uno Bianca, dopo che Roberto Savi, capo e mente della banda dei poliziotti assassini condannato e attualmente in carcere (scontando l’ergastolo nel carcere di Bollate, vicino a Milano), è tornato a parlare dopo 32 anni di silenzio. E l’ha fatto in tv, intervistato da Francesca Fagnani, durante la trasmissione ‘Belve Crime’.
Durante la puntata ha fatto rivelazioni choc, parlando di “legami con i servizi segreti” e di omicidi eseguiti su commissione, come quello “di Pietro Capolungo, un ex carabiniere legato ai servizi dell’Arma”.
E siccome è stata aperta una nuova inchiesta sulla Uno Bianca, alla luce di queste nuove rivelazioni, Roberto Savi si troverà di nuovo faccia a faccia con i magistrati. Dopo tanti anni, l’ex capo della banda dei poliziotti-killer sarà interrogato dai pm.
Anche perché, oltre ad aver ritrattato più volte negli anni la sua versione, l’altra sera Savi ha anche fatto intendere che i servizi segreti avrebbero coperto la banda della Uno Bianca per anni, prima di scaricarla e far arrestare tutti i componenti della banda, e che alcuni degli omicidi più efferati, come quello all’armeria di via Volturno, furono eseguiti su commissione, cioè su richiesta del famigerato livello superiore.