Sentiti dopo diverso tempo, i primi carabinieri ed esperti che entrarono nella villetta di Garlasco hanno richiamato alla mente quell’inquietante segno sul muro che costeggiava le scale per la tavernetta: “C’era una specie di macchia in prossimità di una delle dita, una specie di goccia con degli schizzi“, ha spiegato l’allora comandante della sezione Impronte del Ris di Parma, come riporta il Corriere della Sera. “Faceva senso, sembrava lasciata da una mano bagnata”. Anche perché, come ha puntualizzato, se si appoggia al muro un palmo asciutto “quell’impronta non esce“.