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Un pomfo improvviso, l’arrossamento e quel prurito intenso che può durare poche ore o persistere per diversi giorni. La puntura della zanzara, nella maggior parte dei casi, si può curare con ghiaccio e ammoniaca, ma talvolta può dare anche luogo a fastidiose reazioni allergiche localizzate. E si può soprattutto prevenire e contrastare in qualunque periodo dell’anno. Anche in inverno. Le zanzare, infatti, non sono presenti soltanto nella stagione estiva. A Roma, nel 2026, hanno iniziato a circolare con largo anticipo, e con segnalazioni a partire dal mese di aprile, nonostante le temperature ancora lontane da quelle tipiche dell’estate.  «Le zanzare sono attive tutto l’anno – spiega a “Il Messaggero” l’esperto Andrea Lunerti – e non si riproducono soltanto d’estate. Il processo di trasformazione rallenta durante le stagioni più fredde, ma il loro ciclo biologico non si ferma mai e accelera con l’aumento delle temperature».


APPROFONDIMENTI

Perché sono arrivate in anticipo a Roma?

Le piogge frequenti nei mesi scorsi ed una primavera mite hanno comunque favorito l’arrivo seppur anticipato delle zanzare nella Capitale.

Il maltempo, inoltre, ha contribuito peraltro alla formazione di numerosi ristagni d’acqua, habitat ideale per questi insetti che approfittano dell’acqua per depositare le uova. A preoccupare è anche il timore di nuovi casi del virus West Nile, dopo i casi confermati nell’estate del 2025, tra Frosinone, Latina e Roma. Per questo il Campidoglio ha giocato in anticipo ed è intervenuto con un provvedimento firmato dal Sindaco Roberto Gualtieri che mira a prevenire e controllare le malattie trasmesse da insetti vettori e soprattutto dalla zanzara Tigre e dalla zanzara comune. Tra i principali interventi previsti per contrastare la diffusione nei condomini e aree private, ci sono i trattamenti antilarvali e l’utilizzo di prodotti biologici. Con alcune raccomandazioni, è scritto nella disposizione: «Non abbandonare oggetti e contenitori su balconi e terrazzi o coprirli se non rimovibili; evitare innaffiamenti continui; controllare e pulire le grondaie; mantenere in efficienza i tombini, nei cortili e negli spazi condominiali». Fondamentale è anche effettuare «trattamenti preventivi da parte di ditte specializzate nelle griglie di scarico e nei pozzetti di raccolta delle acque piovane sia all’aperto, sia in scantinati e parcheggi sotterranei». «La specie più diffusa è sicuramente la Tigre, ormai presente ovunque – aggiunge Lunerti – tra l’altro non è una specie autoctona: si presume sia stata importata con gli penumatici sulle navi container».

Come difendersi dalle punture? «Stare completamente attenti alle zanzare è un po’ difficile – osserva l’etologo – ci sono persone che sono comunque sensibili. Esistono in commercio repellenti per la pelle, ma la prevenzione più efficace nei siti domestici resta la riduzione dei ristagni di acqua. Quando l’acqua stagnante non può essere eliminata, per esempio, per motivi di lavoro di gestione degli spazi, è necessario effettuare controlli periodici e trattamenti specifici per evitare che le zanzare depongano un numero eccessivo di uova». Dai sottovasi ai laghetti ornamentali, le cause della diffusione riguardano sempre i ristagni di acqua. «Pappataci e zanzare si riproducono in tutti gli ambienti stagnanti – fa sapere Lunerti – e ridurre questi spazi comporta una notevole diminuzione della presenza degli insetti. Tra gli spazi più a rischio ci sono i sottovasi sui balconi, dove l’acqua si accumula facilmente. Una soluzione utile può rivelaarsi l’utilizzo della sabbia di fiume: il sottovaso resta umido, ma l’acqua non ristagna e la zanzare non trova le condizioni per deporre le uova». L’esperto in sicurezza uomo/animale invita anche a non lasciarsi prendere dal panico: «La zanzara è vettore di malattie nel mondo, come la malaria, ma non bisogna comunque allarmarsi ogni volta che si viene punti». Soluzioni pratiche. «Nei laghetti e negli specchi d’acqua ornamentali presenti in giardini e terrazzi – consiglia l’esperto – possono essere inseriti piccoli pesci larvivori di libera vendita, capaci di nutrirsi delle larve, e in alcuni casi, delle stesse uova di zanzare. Non le gambusie, che hanno causato problemi ambientali e sono vietate, ma altre specie (pesci rossi, ndr) adatte a mantenere basso il numero degli insetti».


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