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A Trento c’è già chi ha percorso quella strada. Mentre il Trento Calcio ragiona su come allargare la propria base di sostenitori attraverso un modello di azionariato diffuso, il CAST — il consorzio fondato nel 2013 a supporto di Aquila Basket — può raccontare un’esperienza concreta e già rodata. A guidarlo è l’imprenditore Roberto Locatelli, che in pochi anni ha trasformato quello che poteva sembrare un semplice club di sponsor in qualcosa di strutturalmente diverso.
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Lo sviluppo del consorzio è stato costante nel tempo, come riporta il Corriere del Trentino. I numeri in tal senso parlano chiaro: dai 50 soci di quattro anni fa si è arrivati agli attuali 130, con una crescita che non è solo quantitativa. Il 15% dei membri proviene da fuori provincia, e il consorzio ha già intrecciato rapporti con realtà come Südtirol e Modena Volley, organizzando eventi che vanno oltre i confini del basket trentino.
«Siamo un’organizzazione con una personalità autonoma rispetto alle fortune della squadra, trasversale, che ragiona di business, offre opportunità e crea un circolo virtuoso. Mi piace evidenziare che il 15% dei soci viene da fuori provincia, abbiamo organizzato eventi con Südtirol e Modena Volley quindi incrociamo con altri mondi.»
Un modello che guarda oltre lo sport
Il punto centrale, secondo Locatelli, è la distinzione tra essere sponsor di una società e costruire un soggetto con una propria governance. Il CAST non si definisce in base ai risultati di Aquila Basket, ma sviluppa una propria identità che resiste anche ai cambi generazionali: quando la guida di un’azienda socia cambia, il legame con il consorzio non dipende necessariamente dalla passione sportiva del singolo.
«Qualsiasi realtà può esserlo. Non si tratta di essere sponsor di una società ma di essere un soggetto con una propria governance. Accade al Südtirol ma anche a Treviso e sono modelli con cui ci incrociamo.»
L’esperienza del CAST ha già attirato l’attenzione di altre realtà sportive italiane. Locatelli ha raccontato il percorso del consorzio alla società di volley di Cuneo e al Dolomiti Bellunesi nel calcio, a dimostrazione che il ragionamento può attraversare discipline e contesti diversi.
L’augurio per Trento
Locatelli non si propone come modello da replicare in modo meccanico, ma insiste sull’approccio: pensiero laterale, visione che supera il risultato sportivo, apertura al confronto. E guarda con interesse a ciò che potrebbe accadere in città nei prossimi anni.
«Non faccio lezioni a casa di nessuno ma dico solo che la possibilità di ragionare fuori dagli schemi c’è. Più aziende sono disposte a farlo e meglio sarà per tutti, cresceremo tutti. Dialogo e partecipazione saranno fondamentali quindi se oltre al CAST ci fossero in città altri soggetti con la stessa visione sarebbe un vantaggio.»
Un invito aperto, rivolto a chiunque — nel calcio come in altri sport — voglia costruire qualcosa che duri oltre una stagione.
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