Calma e poi la tempesta

Ad animare la lunga giornata che ha portato i corridori da Burgas a Veliko Tarnovo per oltre 220 km ci hanno pensato Mirco Maestri e Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta), rimasti in avanscoperta quasi tutta la giornata, con lo spagnolo che ne ha approfittato per rinforzare la sua Maglia Azzurra tra Byala Pass e Vratnik Pass.

 

L’attesa era tutta per la salita del Monastero di Lyaskovets, da superare a 10 km dall’arrivo, ma la corsa si è infiammata per il motivo più brutto a circa 20 km dall’arrivo, quando una caduta innescata dagli uomini della UAE, a causa dell’asfalto reso umido dalla pioggia, ha mandato a terra più di 20 corridori, con il guard rail a bordo strada che ha inevitabilmente fatto male a più di qualcuno. La corsa è stata neutralizzata per una manciata di minuti e, alla ripartenza, Egan Bernal e Thymen Arensman (Netcompany Ineos) si sono presi 6 e 4 secondi di abbuono al Red Bull KM.

 

Salendo verso il Monastero Davide Piganzoli ha aperto la strada al primo scatto di questo Giro di Jonas Vingegaard. Il danese si è portato via Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), mentre dietro si formava un drappello di circa 25 corridori all’inseguimento. I tre si sono lanciati in discesa con la voglia di arrivare al traguardo di Veliko Tarnovo e circa 20” da gestire, ma in vista dell’ultimo chilometro hanno cominciato a guardarsi, favorendo prima il rientro di Jan Christen, praticamente l’unico superstite in casa UAE, e poi di tutti gli inseguitori a 500 metri dall’arrivo.

Qui è salito in cattedra Scaroni, perfetto nel lanciare verso un trionfo storico il compagno Thomas Silva, da oggi simbolo dell’Uruguay ciclistico.