Prendete una mirrorless Micro Quattro Terzi. Rendetela impermeabile fino a 20 metri senza custodia, fatele girare 8K a 60 fotogrammi al secondo, infilatela in un corpo delle dimensioni di una action cam. Sulla carta è quello che GoPro ha annunciato con la serie Mission 1 (in particolare con la variante Pro ILS, la sigla che sta per Interchangeable Lens System) e se i test sul campo confermeranno le specifiche dichiarate, Sony, Panasonic e OM System avranno un problema.

Cosa cambia davvero rispetto a una GoPro HERO

La differenza fondamentale tra la Mission 1 e qualsiasi GoPro precedente non sta nei frame rate o nella risoluzione: sta nel sensore. Un pollice, 50 megapixel, pixel nativi da 1,6 µm con pixel combinati da 3,2 µm in modalità Quad Bayer. È la stessa dimensione del sensore che Sony mette nelle RX100, considerate tra le migliori compatte al mondo. Solo che GoPro ci ha costruito intorno un processore a 5 nanometri, il GP3, con un’unità neurale dedicata, e lo ha infilato in un corpo che entra in un giubbotto da kayak. Il risultato pratico: 14 stop di gamma dinamica a livello del sensore, registrazione in HLG-HDR con colori a 10 bit e GP-Log2, bitrate fino a 240 Mbps, sincronizzazione del timecode per riprese multicamera. Sono specifiche da cinema indipendente, non da vlog di vacanza. Il fatto che arrivino in un corpo da 20 metri di impermeabilità è la notizia.

Il modello più dirompente della serie è la Mission 1 Pro ILS. Stessa scheda tecnica della Pro (sensore da un pollice, GP3, 8K60, 4K240) ma con un attacco per obiettivi intercambiabili standard Micro Quattro Terzi. Compatibile, dunque, con l’intero ecosistema di ottiche costruito da Panasonic, Olympus, OM System, Sigma e decine di altri produttori nell’arco di quindici anni: grandangoli, teleobiettivi, macro, fisheye, zoom cinematografici. 
La stabilizzazione HyperSmooth (quella che rende i video GoPro riconoscibili per la fluidità quasi irreale) funziona con qualsiasi ottica rettilineo a focale fissa. Vuol dire stabilizzazione sul sensore, integrata nel corpo, con ottiche di terze parti: esattamente quello che offrono Sony A7 e Fujifilm X-T5, a prezzi e dimensioni incomparabili. Una Panasonic Lumix S5 II costa intorno ai 1.800 euro solo di corpo e pesa 740 grammi. 

I numeri che sfidano la concorrenza

8K a 60 fotogrammi al secondo in formato 16:9, 4K a 240 fps, fino a 960 fps in 1080p per dieci secondi: slow motion a 32 volte la velocità reale in tasca. Le mirrorless convenzionali di fascia media si fermano a 4K 120. Arrivare a 4K 240 in un corpo impermeabile agli schizzi (e a 20 metri sott’acqua per le versioni senza ILS) era tecnicamente impossibile fino a ieri, almeno a un prezzo accessibile. La Mission 1 e la Mission 1 Pro supportano invece l’Open Gate in 8K30 e 4K120, cioè la registrazione a pieno campo del sensore in formato 4:3, indispensabile quando si vuole libertà totale nel reframe in post-produzione.
Sul fronte autonomia (storicamente il tallone d’Achille delle fotocamere compatte ad alte prestazioni) GoPro dichiara oltre cinque ore di registrazione in 1080p e oltre tre ore in 4K30 con la nuova batteria Enduro 2 da 2150 mAh. Abbinata all’impugnatura Volta 2 con batteria integrata da 5800 mAh, l’autonomia teorica supera le nove ore in 4K 30. Sono numeri che molte mirrorless full-frame non raggiungono.

L’ecosistema: da fotocamera a sistema di produzione

GoPro non lancia solo le fotocamere: lancia un sistema. Il nuovo Media Mod è stato riprogettato da zero con microfono multi-pattern integrato, otto pattern audio selezionabili, tre porte da 3,5mm (microfono esterno, line-in per timecode, cuffie per il monitoraggio in diretta) e uscita HDMI fino a 4K60 per monitor da campo o registratori esterni. È il tipo di accessorio che i filmmaker indipendenti usano su rig da migliaia di euro; qui viene proposto su un corpo tascabile.
Il sistema di microfoni wireless include trasmettitori da 10 grammi con portata fino a 150 metri, registrazione a 24 bit/48 kHz e modalità Safety Track (una traccia di backup a -6 dB per prevenire il clipping in situazioni imprevedibili). Per i filmmaker sul campo, che spesso non possono interrompere per rifare una ripresa, è una funzione concreta, non di facciata. I filtri ND della Serie-M (ND8, ND16, ND32, ND64) vengono rilevati automaticamente dalla fotocamera, che regola da sola la velocità dell’otturatore: un comfort operativo non banale quando si gira in corsa.

Prezzi e disponibilità

I modelli Mission 1 Pro, Mission 1 Pro Grip Edition e Mission 1 saranno disponibili per il preordine dal 21 maggio 2026, con disponibilità globale a partire dal 28 maggio e prezzi che partiranno da 599 euro (499 euro per gli iscritti GoPro). La Mission 1 Pro ILS, la Creator Edition e la Ultimate Creator Edition arriveranno invece nel terzo trimestre del 2026.

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8 maggio 2026 ( modifica il 8 maggio 2026 | 17:37)