Il successo di Martin dovuto al capolavoro in partenza
(Paolo Lorenzi) La vittoria di Martin nella gara sprint in fondo non sorprende perché lui in assoluto è il re delle gare veloci (ne ha vinte 18, un record). Conferma però la qualità dell’Aprilia, oltre che del pilota, che quando è in forma è imprendibile. La sua partenza, un vero capolavoro: dalla terza fila, uno scatto bruciante, chiuso col sorpasso all’esterno, alla prima curva, sul compagno di squadra Bezzecchi, bravo a mettersi dietro Bagnaia e Marquez. Poi Martin è scappato via, Bezzecchi è stato superato in pochi giri da Bagnaia, grazie a un errore del romagnolo, la foto del podio è rimasta quella fino in fondo. Poche emozioni, fino all’ultimo giro, quando Marc Marquez ha perso il controllo della sua Ducati, cadendo in malo modo, dopo una capovolta in aria, insieme alla moto in pezzi, da cui si è rialzato molto dolorante al piede destro (si aspetta il responso del centro medico del circuito). Caduta incomprensibile nella sua dinamica per un campione del suo livello: in quel momento il fuoriclasse spagnolo non era nemmeno in lotta per il podio, abbastanza sicuro di un risultato che certo non avrebbe ripagato il record della pista fissato in mattinata, ma avrebbe certificato la sua volontà di non mollare e di reagire alla partenza in salita della sua stagione. Non cambiano invece le posizioni al vertice del mondiale, difeso da Bezzecchi davanti al compagno di squadra che ha ridotto a sei punti il distacco da Marco. Bezzecchi punterà a rifarsi nella gara lunga di domenica, dove riesce a dare il meglio (fin qui ne ha vinte tre su quattro), senza dimenticare che Bagnaia sembra aver fatto un passo avanti. E che Di Giannantonio (peccato per la scivolata nei primi giri), partirà dalla quarta posizione.