Paola Turci riparte da Vita Mia. Un brano che per lei è molto più di una canzone: «È un inno a una vita ritrovata», racconta. Ritrovata soprattutto nella scrittura, nella composizione e nella musica in generale. Per un lungo periodo, infatti, l’artista si era fermata: «Ho smesso di scrivere e suonare, toccavo poco la chitarra, avevo un blocco creativo». Poi qualcosa si è sbloccato. «È arrivato tutto insieme», spiega.


Nel racconto di Paola Turci c’è anche il dolore per la scomparsa del padre Ugo. Un legame fortissimo, vissuto fino all’ultimo: «Siamo stati vicini fino alla fine, è stato un dolore molto forte. Mi manca, però sento la sua presenza». Il pensiero torna anche al Festival di Sanremo, quando dopo 16 anni di assenza mise di nuovo piede all’Ariston con Fatti bella per te: «Ho pensato a lui ed è andato tutto bene».



La molestia 

Paola Turci ha parlato anche di una ferita molto intima, una molestia subita quando aveva 13 anni. Un episodio che ha scelto di raccontare in una canzone, nata durante un percorso di terapia: «È frutto del lavoro con lo psicologo, che mi ha tirato fuori tutto». In quel brano, spiega, ha scelto un finale diverso: «Una specie di rivalsa, di vendetta».


Per anni non ne aveva parlato con nessuno: «Non ho mai denunciato questa molestia». Poi lo disse alla madre, ma non fu semplice: «Era una persona che i miei genitori conoscevano». Il senso di colpa, allora, era fortissimo: «Mi sentivo in colpa». 



I matrimoni con Andrea e Francesca Pascale


La cantante ha poi ripercorso anche la sua vita sentimentale. Paola Turci è stata sposata due volte: la prima con Andrea Amato, giornalista di R101, poi con Francesca Pascale. Sul matrimonio con Pascale, l’artista è diretta: «Io ci credevo, ma potevo evitare di sposarmi». E aggiunge: «L’ho fatto per amore, lo voleva lei il matrimonio».


Con Andrea, racconta, era stata lei a desiderare le nozze. Nell’ultima relazione, invece, oggi dice che avrebbe potuto fare una scelta diversa. Alla domanda su cosa resti della storia con Francesca, risponde senza giri di parole: «Niente. Un vissuto, un’esperienza. Lei ha detto che è stato un amore tossico? Ha ragione». Poi precisa: «Reciprocamente non ci comprendevamo. Non ho ammesso a me stessa la profonda differenza tra di noi».


Paola rivendica anche il suo modo di vivere l’amore e le scelte personali. «Quando provo qualcosa, mi lascio vivere dall’istinto. Non dal pregiudizio», racconta. Pur definendosi «molto riservata e discreta», sottolinea di aver sempre deciso da sola: «Faccio quello che voglio.

Decido io. Non la mia famiglia». Anche perché, spiega, i familiari vennero a sapere della relazione finita «dai giornali».

Oggi i rapporti con Francesca Pascale non ci sono più: «Ed è meglio così». Nessun rapporto diretto nemmeno con Andrea Amato, ma il tono è diverso: «So che ci vogliamo bene, i miei nipoti lo chiamano ancora zio».



La maternità 

C’è stato anche un momento in cui Paola Turci ha pensato alla maternità, anche se non in modo totalizzante: «Ci ho pensato, ma non così intensamente». In amore, ammette, si sente «più sfortunata». Ma adesso lo sguardo è tutto rivolto alla musica e a una nuova nascita artistica. Con una battuta, chiude così: «Entro la fine dell’anno io partorisco… un album».




Ultimo aggiornamento: sabato 9 maggio 2026, 17:58





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