BMW e McLaren vincono una imprevedibile 6h di Spa-Francorchamps, risoltasi solamente negli ultimi 103′ in seguito all’ingresso di due Safety Car a rimescolare parecchio le carte consegnando agli archivi un risultato che fino a due terzi di corsa poteva essere ben diverso.
Soprattutto in Classe HYPERCAR l’ha spuntata chi si era ritrovato a giocarsi l’azzardo di adottare una strategia di soste differente, mentre sul più bello sono mancati quelli che avevano combattuto per il primato fin dal via.
Parliamo ovviamente di Peugeot, Cadillac e Alpine, che tornano a casa con un pugno di mosche quando avrebbero potuto fare bottino pieno, o quantomeno togliersi belle soddisfazioni, le quali sono una manna dal cielo per altri marchi visti piuttosto in difficoltà per larghi tratti.
In LMGT3 la solita battaglia all’ultimo sangue vede la McLaren-Garage 59 svettare per un soffio sulla Aston Martin di Mattia Drudi, con Riccardo Pera a podio e la Ferrari di Alessio Rovera che scende quarta a causa di una penalità.
Partenza della gara
HYPERCAR
Sembrava che la sfida Alpine-Cadillac potesse durare fino alla fine, con Peugeot alla finestra guardando il podio, invece lo sfortunato incidente del poleman Malthe Jakobsen a 2h dalla conclusione ha rimesso tutto in discussione, consegnando il pallino a chi, in quel momento, era fuori sequenza con le soste, beneficiando di un pit-stop in neutralizzazione e rimanendo davanti agli altri.
L’ulteriore episodio incredibile si è verificato mentre iniziava l’ultima ora, quando Ayhançan Güven (Porsche-Manthey #91) alla staccata de ‘La Source’ è arrivato lungo tamponando la BMW-WRT #32 di Augusto Farfus, che a sua volta ha centrato la Ferrari #51 dell’incolpevole Alessandro Pier Guidi, ponendo fine alla gara della 499P e provocando un’altra neutralizzazione presa subito come occasione per effettuare le ultime soste.
Uscita di scena la vettura di sicurezza con 34′ sul cronometro, giusto il tempo di immettersi sul rettilineo del ‘Kemmel’ che Antonio Félix Da Costa ha dovuto difendere la sua quinta posizione dall’arrembante Alex Riberas: la Alpine #35 ha spinto sull’erba la Aston Martin #009 e lo spagnolo ha perso il controllo della Valkyrie andando in piroetta contro il muro opposto, provocando una nuova Safety Car per ripulire i detriti.
Il nuovo via è arrivato a 24′ dal termine e Da Costa al ‘Raidillon’ ha perso il controllo della sua A424 andando contro il muro di sinistra e ponendo fine ad una gara che avrebbe potuto essere ben diversa per il marchio francese.
La BMW #20 di Frijns/S.Van Der Linde/Rast era salita davanti in precedenza e ha potuto involarsi verso un clamoroso successo, seguita dalla gemella #15 di Marciello/Magnussen/Vanthoor che completa non solo la doppietta per il Team WRT, ma regalando un’ulteriore gioia al marchio bavarese.
La M Hybrid V8 si è dovuta difendere dalla rediviva Ferrari, a consolarsi con la 499P #50 di Fuoco/Molina/Nielsen, da spacciata a risalire la china fino al terzo posto che è oro per come si erano messe le cose per Maranello, considerato anche che la #83 di Kubica/Hanson/Ye era scesa nell’ordine ed ha agguantato con gli artigli la sesta piazza, mettendosi dietro in extremis la Peugeot #93 di Vandoorne/Di Resta/Cassidy.
In mezzo, protagoniste anche loro di bagarre finali incredibili, la Aston Martin #007 di Tincknell/Gamble e la Toyota #7 di Kobayashi/Conway/De Vries, passata in velocità dalla Valkyrie dopo aver tentato l’assalto a Fuoco più e più volte.
Preziosissima ottava posizione e primi punti per la Genesis #17 di Derani/Lotterer/Jaubert, mentre la #19 di Jaminet/Chatin/Juncadella era rimasta indietro già nelle prime fasi per problemi.
Nona la Cadillac-Jota, la quale aveva già perso la V-Series.R #38 di Bamber/Aitken/Bourdais per un contatto con un doppiato che aveva procurato altri danni, riponendo le speranze sulla #12 di Nato/Stevens/Delétraz, che però nelle ultime due ore sono stati rimandati in pista con le gomme morbide finendo col crollare inesorabilmente.
La Top10 annovera anche la Toyota #8 di Buemi/Hartley/Hirakawa, a difendersi come poteva provando anche una strategia diversa, a mani vuote entrambe le Alpine.
#10 Garage 59 McLaren 720s GT3 EVO: Antares Au, Thomas Fleming, Marvin Kirchhofer
Foto di: Jakob Ebrey / LAT Images via Getty Images
LMGT3
Tanto per cambiare, in Classe LMGT3 si è risolto tutto in un finale mozzafiato, già pimpante prima delle neutralizzazioni finali.
Quando tutto sembrava indirizzato verso il marchio Ferrari, ecco un errore del team AF Corse che ha rimandato in pista Alessio Rovera mentre sopraggiungeva la McLaren-Garage 59 #10 di Au/Fleming/Kirchhofer, prendendosi 5″ di penalità che consegnano il successo ‘a tavolino’ alla 720S.
La 296 #21 dell’incolpevole varesino, collega di Mann/Hériau, crolla quarta, mentre seconda è la Aston Martin-Heart of Racing #27 del bravissimo Mattia Drudi, protagonista nel finale e a portarsi a casa il podio assieme a Robichon/James.
Da sottolineare anche la risalita di Riccardo Pera con Lietz/Shahin al volante della Porsche-Manthey #92 a completare il podio, quinta la Corvette-TF Sport #34 di Eastwood/Yoluç/Dempsey che precede la McLaren-Garage 59 #58 di Goethe/West/Gehrsitz.
La Lexus-ASP #87 di Lopez/Umbrarescu/Schmid scende invece settima, a punti vanno anche la Porsche-Manthey #91 di Guven/Cottingham/Boguslavskiy, la Corvette-TF Sport #33 di Edgar/McDonald/Catsburg e la Mercedes-Iron Lynx #61 di Martin/Berry/Andrade.
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