di
Gennaro Scala

I campioni d’Italia sono scesi in campo all’Olimpico con la fascia nera al braccio. Il raccoglimento prima del fischio d’inizio è stato rinviato alla partita in casa col Verona

Chi è entrato allo Stadio Olimpico per Lazio-Inter aspettandosi il minuto silenzio è rimasto sorpreso. I campioni d’Italia sono scesi in campo con una vistosa fascia nera al braccio: un lutto doveroso per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, il numero 10 che ha fatto sognare generazioni di interisti. Eppure, il minuto di raccoglimento non c’è stato.
Si è trattato di una decisione della Federazione. In Italia, la disposizione di osservare un minuto di silenzio prima delle manifestazioni sportive spetta formalmente alla Figc. Le norme sono rigide: è vietato improvvisare commemorazioni senza autorizzazione ufficiale.

L’Inter ha quindi scelto una strada precisa: ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione a indossare il lutto al braccio in trasferta, ma ha preferito “congelare” il minuto di silenzio, attendendo il rientro a San Siro per dedicare a Beccalossi il massimo tributo davanti al proprio pubblico.
La Lega è orientata invece a osservare il minuto di silenzio come tributo alla memoria di Beccalossi nella finale di Coppa Italia. 



















































Una decisione, quella della Figc, che ha dei precedenti. Accadde dopo la scomparsa di Pietro Anastasi, il 17 gennaio 2020, quando si generarono accese polemiche per la mancata disposizione. Gli ex compagni di squadra e amici come Claudio Gentile e Ciccio Graziani criticarono aspramente la decisione definendola “vergognosa e irrispettosa”. Arrivarono le scuse. Il presidente della Lega parlò di problemi di coordinamento burocratico. Tuttavia, in alcune gare (come Juventus-Parma e Ascoli-Frosinone), le squadre scesero in campo osservando ugualmente un minuto di raccoglimento. 

La Figc è intervenuta invece prontamente in altre occasioni. Come per le morti di Gianluca Vialli (2023) e Totò Schillaci (2024). Addirittura, per Gigi Riva (nel 2024), il minuto fu osservato eccezionalmente all’inizio del secondo tempo della finale di Supercoppa poiché la notizia era giunta a partita in corso. L’ultimo caso è stato quello di Alex Zanardi, per il quale è stato disposto il silenzio su invito del Coni.

9 maggio 2026 ( modifica il 9 maggio 2026 | 22:29)