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Un drone navale trovato nello Ionio, in una grotta vicino all’isola di Lefkada, da pescatori. Un giallo in Grecia che ha costretto l’esercito ad attivarsi: il misterioso drone, di colore scuro, secondo i media locali trasportava esplosivi e il suo motore era acceso al momento del ritrovamento. L’ipotesi, in attesa che il ministero della Difesa, la guardia costiera e l’esercito lo analizzino nel dettaglio, è che possa essere di fabbricazione ucraina e che sia collegato al conflitto con la Russia


APPROFONDIMENTI

Sui social media I filmati mostrano un’imbarcazione della guardia costiera greca mentre traina il drone, lungo diversi metri, fino al porto.

E almeno dalle immagini non si vedono dei segni distintivi che possano aiutare a identificarne la provenienza. Gli esperti militari greci sono già al lavoro per capire quale fosse l’obiettivo del drone e se sia finito nelle acque territoriali greche a causa di un guasto tecnico o per la perdita di comunicazione con il centro di controllo.L’ipotesi del contrasto alla flotta ombra

Secondo una delle ipotesi, il drone potrebbe essere stato preparato per contrastare la flotta ombra russa, e quindi una delle petroliere che trasportano petrolio e gas per conto di Mosca, aggirando le sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione nel febbraio 2022. Il quotidiano greco Ta Nea spiega che l’imbarcazione assomiglia al drone ucraino Magura V5, già impiegato con successo in diverse occasioni. 

I droni marittimi ucraini hanno rivoluzionato la guerra navale sin dall’invasione di Mosca, dando la caccia senza sosta a navi da guerra e petroliere russe in mare aperto e nelle basi navali. Un esempio eclatante nel novembre 2025, quando Kiev ha rivendicato un attacco con droni navali contro due petroliere russe soggette a sanzioni nel Mar Nero. Le immagini mostravano droni acquatici che si dirigevano verso le imbarcazioni, per poi esplodere in una palla di fuoco, sprigionando fumo nero nell’aria. A marzo, Mosca ha accusato l’Ucraina di aver colpito una petroliera russa soggetta a sanzioni, carica di gas naturale liquefatto, con «droni marini senza equipaggio» nel Mar Mediterraneo, tra la Libia e Malta. E poi c’è la petroliera Arctic Metagaz, gravemente danneggiata e poi alla deriva, senza equipaggio a bordo. L’Ucraina, però, non ha mai confermato di essere responsabile di quell’attacco. 


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