di
Rinaldo Frignani

Lo sbarco a Roma del volo olandese: i sorvegliati a Padova, Firenze, Napoli e Reggio Calabria

Con altri 58 passeggeri del volo Az 107 Amsterdam-Roma, sono sbarcati nella giornata del 25 aprile scorso all’aeroporto di Fiumicino. Sono usciti con loro dal «Leonardo da Vinci» e hanno raggiunto, si ritiene senza soste nella Capitale, i luoghi di destinazione: Firenze, Padova, Napoli e Reggio Calabria. Sono i quattro pazienti finiti sotto sorveglianza sanitaria da parte del ministero della Salute, che hanno fatto intervenire le Regioni competenti, in seguito all’allarme per l’emergenza legata al focolaio dell’Andes Hantavirus scoperto sulla nave da crociera Mv Hondius in arrivo in queste ore alle Canarie, dove scatterà il protocollo previsto in queste circostanze. I quattro erano sul volo Klm Johannesburg-Amsterdam di quello stesso giorno, sul quale era salita — ma per pochi minuti — Mirjam Schilperoord, 69 anni, olandese di Haulerwijk, nella Frisia, morta il 26 aprile in ospedale a Johannesburg dopo essersi ammalata come prima di lei il marito Leo, di 72 anni. 

Il paziente zero

È lui il paziente zero, un noto ornitologo, che il 27 marzo aveva visitato una discarica nella cittadina di Ushuaia, in Argentina, per osservare il caracara di Darwin ma che si sarebbe ammalato di Hantavirus per la presenza di topi (la razza del ratto di riso dalla coda bianca) portatori del ceppo andino. Schilperoord, che si è imbarcato sulla Hondius con la moglie e altre 112 persone il primo aprile, è poi deceduto a bordo l’11 aprile con un turista tedesco. Il 24 aprile la donna, già malata (ma nessuno ancora aveva collegato i decessi con l’insorgere dell’epidemia a bordo della nave), è sbarcata con la salma del marito e con altri compagni di viaggio sull’isola di Sant’Elena e con un volo Klm ha raggiunto Johannesburg per tornare in Olanda con un altro aereo della stessa compagnia. Viste le sue condizioni di salute sarebbe tuttavia rimasta seduta al suo posto solo pochi minuti prima di essere trasferita in ospedale dove è poi deceduta due giorni più tardi.



















































L’allarme dell’Oms

Per questo motivo, dopo l’allarme lanciato dall’Oms è scattata la quarantena fiduciaria per tre italiani, due uomini e una donna, insieme con un turista sudafricano ora in hotel a Padova, mentre gli altri 58 passeggeri sbarcati a Roma devono essere ancora rintracciati. Uno scenario che preoccupa, tanto più che devono essere trovati anche alcuni dei viaggiatori del volo Klm Sant’Elena-Johannesburg, anche perché il ministero della Salute italiano è stato avvisato venerdì scorso dalla compagnia aerea sulla presenza dei quattro pazienti sul volo Klm quando questi ultimi erano già in giro per l’Italia ormai da due settimane. Ora vengono monitorati. Nei giorni scorsi la sorveglianza sanitaria era già scattata per una cinquantina di passeggeri di quel volo (coloro che sedevano nelle due file davanti e dietro al posto occupato dalla 69enne contagiata), mentre tre persone, fra cui una hostess, sono state ricoverate in ospedale in Olanda con sintomi ma non gravi.

Il tracciamento

A livello internazionale è scattata, ed è tuttora in corso, una gigantesca operazione di tracciamento per tutti i viaggiatori che si trovavano su quel volo e dei contatti che hanno avuto una volta sbarcati. Una procedura che ricorda molto da vicino quella che era stata adottata nelle prime fasi del Covid, anche se per gli esperti in questo caso la situazione sarebbe del tutto diversa. A cominciare dal basso rischio di contagio. Al momento le valutazioni condivise fra Oms e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) «indicano attualmente un rischio basso per la popolazione in generale e molto basso in Europa». Maria Rosaria Campitiello, capo Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute, chiarisce che «i 4 passeggeri giunti in Italia non hanno sintomi», anche se il Pd chiede al governo di riferire in Aula.

Il piano di emergenza alle Canarie

Intanto alle Canarie è scattato il piano di emergenza. Belgio, Francia, Regno Unito, Germania, Irlanda e anche l’Olanda si preparano ad evacuare i loro connazionali dalla Hondius per riportarli in patria e sottoporli alla sorveglianza. I 22 britannici, ad esempio, saranno ricoverati in un ospedale ad Arrowe Park, nel Merseyside. Secondo l’Oms tutti i crocieristi e anche l’equipaggio — oltre 150 persone — sono «contatti ad alto rischio» e devono essere sottoposti a un monitoraggio per 42 giorni.


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9 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 00:44)