Nella notte americana, poco dopo l’alba agli orologi italiani, la Nba ha ritirato il cestello delle offerte ufficiali e delle manifestazioni d’interesse per la creazione delle eventuali 12 franchigie fisse per una espansione in Europa. A New York, nelle ore precedenti, non si sono palesati Pesci d’Aprile: gli interessati a un posto fisso in quella nella teorica, chissà quanto nella pratica, nuova competizione che dal 2027 (o 2028) vorrebbe sconquassare il basket di club continentale hanno fatto il loro gioco. Una sorta di dichiarazione d’intenti quasi alla cieca, considerando che negli ultimi tempi il filo di un accordo tra Nba, Eurolega e (a ricasco) Fiba è stato riannodato e a metà aprile le prime due dovrebbero sedersi a un tavolo per pianificare una collaborazione o una partnership – vedremo quanto paritetica – per gli anni che verranno che potrebbe portare a un’espansione a 24 squadre dell’attuale Eurolega, mescolando tra i club storici sostenuti da Euroleague Basketball e quelli di nuovo corso (Roma, Londra e Manchester, ad esempio) pianificati da Nba.

BASKET

La Nba valuta le offerte per le squadre europee: i casi Milano (e Varese) e Roma. Doppio derby Usa

Matteo De Santis

01 Aprile 2026

Al bando, o “bid” per dirla in inglese, non ha partecipato – come previsto e concordato – nessun club dell’Eurolega odierna, compresi quelli teoricamente favorevoli allo sbarco della Nba. Per Parigi, ad esempio, hanno recapitato le loro differenti offerte le proprietà del Paris Saint-Germain e dei Metropolitans di Levallois. Per l’Italia, con Milano e Roma tra i mercati scelti, c’è il rischio concreto di un doppio derby a stelle e strisce per guadagnarsi i favori dei piani alti della Lega di Adam Silver. Per Milano, come da copione, non sono arrivati segnali dall’Olimpia Milano, socio fondatore dell’Eurolega con licenza pluriennale fino al 2036, che rimane comunque abbondantemente in gioco e in attesa degli eventi, leggasi i prossimi incontri tra Nba e Eurolega. Ma a New York sono pervenuti sicuramente i piani di RedBird, la società di investimenti privata di Gerry Cardinale che attualmente controlla il Milan, e molto probabilmente anche quelli divergenti di Oaktree, il fondo proprietario dell’Inter. Se così fosse confermato nelle prossime ore, sotto la Madonnina andrebbe in scena un inedito Milan-Inter su scala finanziaria-cestistica.

Per Roma, invece, tutto come annunciato: da una parte la proposta di un consorzio Usa rappresentato da Paul Matiasic, presidente e proprietario della Pallacanestro Trieste, e dall’altra quella di una compagine multinazionale capeggiata da Donnie Nelson (ex gm e presidente delle operazioni cestistiche dei Dallas Mavericks), che comprende soci come la stella Nba Luka Doncic e l’ex campione di Siena e Reggio Emilia Rimantas Kaukenas. Alla Nba l’ardua sentenza su quale dei due progetti sia più solido, indicazione che dovrebbe arrivare ufficiosamente in tempi abbastanza rapidi. Ma la partita è duplicabile anche in campo italiano. Tanto che Roma, latitante dalla Serie A dal 2020 con il ritiro dal campionato in corso della Virtus, potrebbe ritrovarsi a settembre con due squadre nella massima serie: quella di Matiasic che sorgerebbe rimpiazzando Trieste, forse destinata a rinascere dalla A2 (magari, in caso di promozione, sfruttando il titolo della Virtus Roma 1960, ora in B Nazionale), e quella di Nelson acquisendo il titolo di Cremona. Nell’attesa di capire se Roma avrà dei novelli Romolo e Remo sotto i canestri o se ne resterà solo uno, e già l’anno prossimo nella Serie A, la Capitale a luglio dovrebbe riabbracciare la Nazionale: agli ultimi dettagli la trattativa per ospitare al Palazzo dello Sport dell’Eur la sfida azzurra contro la Lituania del prossimo 5 luglio, valida per le Qualificazioni ai Mondiali del 2027.