Sono tre braccianti agricoli, due residenti tra Cavarzere a Cavanella Po e il terzo a Porto Viro, le persone, di origini nordafricane, che hanno perso la vita nel terribile incidente di questa mattina, a Ca’ Lino, frazione di Chioggia. Avevano 28, 32 e 35 anni. Il minivan su cui viaggiavano, con altre sei persone, tutti diretti al lavoro in un’azienda agricola della zona, verso le 6.30 di questa mattina, 9 maggio, per motivi ancora da accertare, è uscito di strada, finendo capovolto nell’idrovia Sant’Anna, che costeggia la strada.
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I corpi dei tre uomini che hanno perso la vita sono stati recuperati nel corso d’acqua dai vigili del fuoco, arrivati sul posto dopo che un passante aveva dato l’allarme, dopo un paio d’ore di operazioni. Tra i primi ad arrivare sul luogo dell’incidente il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, che ha espresso cordoglio e preoccupazione per la sicurezza di quel tratto stradale.
“A nome mio personale, dell’amministrazione comunale e di tutta la città di Chioggia – le parole di Armelao – desidero esprimere il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza ai familiari delle vittime, ai loro cari e alle comunità di provenienza. E’ un dolore che colpisce tutti noi. Tre uomini che lavoravano con sacrificio e dignità hanno perso la vita in modo drammatico, lasciando sgomento e tristezza nell’intera comunità clodiense. In questo momento di grande dolore, Chioggia si stringe attorno alle famiglie delle vittime con rispetto, silenzio e solidarietà”.
“Erano tutti lavoratori, diretti nei campi agricoli della zona – tuona il segretario generale della Uil Veneto Roberto Toigo – persone venute nel nostro Paese per riscattarsi dalla povertà, che all’alba erano già sulle nostre strade per iniziare una giornata di lavoro e che ingrossano il conto delle vittime, in questo caso di quelle in itinere. La provincia di Venezia – dice ancora il sindacalista – ha pianto quattro morti sul lavoro questa settimana, tutto il Veneto sfiora i 30 decessi dall’inizio dell’anno: numeri inaccettabili, scandalosi. Cosa deve ancora succedere perchè il tema della sicurezza sul lavoro diventi la priorità in questa Regione? Quante vittime dovremo ancora contare prima che si intervenga? Quello di Chioggia è un incidente in itinere, non c’entrano i protocolli e i controlli. Ma non si può continuare a morire di lavoro.”
Durissimo il commento di Daniele Giordano, segretario generale della Cgil Venezia e di Alessandra Frontini, segretaria generale della Flai Cgil di Venezia: “Quasi sicuramente stavano andando a lavorare e non si può classificare tutto questo come semplice incidente stradale – le loro parole – tre lavoratori morti in un fossato all’alba, su un furgone, diretti chissà dove a fare chissà cosa, senza nome e non sappiamo con quale contratto. Questo è quello che il sistema produce, e che ogni tanto, quando va storto, ci mostra nella sua brutalità. Il Veneto non è una regione virtuosa su questo terreno: i dati del Rapporto agromafie ci consegnano una realtà che le istituzioni non possono più fingere di non vedere“.
