di
Luigi Ferrarella
Il dirigente interista è stato sentito sull’ipotesi delle nomine pilotate. Ascoltati anche Dino Tommasi e l’ex Aia Zappi. Da lunedì previsti nuovi interrogatori
Nessuna domanda al dirigente dell’Inter Giorgio Schenone sul gettonatissimo 2 aprile 2025, cioè sulla data indicata nell’invito a comparire al designatore arbitrale Gianluca Rocchi come l’occasione allo stadio di San Siro dell’ipotizzato reato di «frode sportiva» di Rocchi, «in concorso con altre persone», attorno ai desideri interisti su due arbitri da caldeggiare o da farsi non mandare. Nessuna sua intercettazione con Rocchi lettagli durante l’interrogatorio. Nessun testimone fattogli presente su eventuali incontri con Rocchi sul tema arbitri.
Da 6 anni «club referee manager» dell’Inter, cioè addetto a interloquire con il referente della «Commissione arbitri nazionale» per i rapporti ufficiali con le società, Schenone entra da testimone nell’ufficio del pm Maurizio Ascione in un piano della Procura reso dai carabinieri off-limits ai giornalisti, e a fine mattina esce sempre da testimone, al pari poi dell’attuale designatore arbitrale Dino Tommasi e dell’ex presidente dell’Aia Antonio Zappi (ascoltati di più sulle vicende della sala Var di Lissone).
A Schenone gli inquirenti fanno invece ascoltare alcune altre intercettazioni (sempre della primavera 2025, prima dello stop del gip agli ascolti) tra Rocchi e il supervisore Var Andrea Gervasoni, e tra Rocchi e Riccardo Pinzani, ex assistente di Rocchi quando i due arbitravano, e all’epoca delegato Figc per i rapporti con le squadre. Rocchi, specie nella telefonata con Gervasoni, alla GdF appariva a tratti insofferente e scocciato dal fatto che «loro» avessero insistito affinché egli designasse Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile 2025, in modo da «schermarlo» e cioè creare la situazione per cui l’Inter non rischiasse più di averlo tra i piedi nelle successive partite del finale campionato più importanti per la lotta scudetto; e affinché designasse l’invece apprezzato Andrea Colombo per la gara Bologna-Inter del 20 aprile 2025.
Quei desideri interisti (che, pur esauditi, paradossalmente portarono male ai nerazzurri, sconfitti in entrambi i casi, in Bologna-Inter pure con polemiche su un possibile errore ai danni dell’Inter) erano stati veicolati da Schenone a Rocchi? Magari in ragione dei loro cordiali rapporti dovuti all’essere stati dal 2009 al 2020 spesso in tandem arbitrale? Schenone giura di no. Ripete di essersi sempre e solo rapportato sui temi arbitrali con la figura a ciò deputata, Pinzani. E conteggia che nella stagione di serie A 2024-2025 l’Inter ebbe come arbitro Doveri 6 volte, praticamente il massimo possibile nel torneo.
Tra lunedì e martedì il pm completerà alcune audizioni e, a seconda di chi saranno i testi convocati, si capirà se l’audizione di Schenone abbia almeno orientato il pm su altri aspetti da approfondire. Intanto non è forse un caso che Rocchi, l’unico a possedere le chiavi di interpretazione della propria intercettazione sul «loro non lo vogliono più vedere», abbia comunicato al pm che non intende mutare la scelta di 10 giorni fa di avvalersi della facoltà di non rispondere.
9 maggio 2026 ( modifica il 9 maggio 2026 | 07:07)
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