di
Cesare Giuzzi

All’epoca del delitto di Chiara Poggi era alla guida della compagnia di Vigevano. Cassese coordinò gran parte delle indagini e condusse in prima persona gli interrogatori. Non verbalizzò l’interruzione dell’interrogatorio di Sempio

«Il pubblico ministero legge l’articolo 371 bis c.p. che punisce le dichiarazioni non solo false ma anche reticenti e interrompe il verbale». Sono le 10.50 del 27 giugno dell’anno scorso. Negli uffici della Procura di Pavia davanti all’aggiunto Stefano Civardi e alla pm Giuliana Rizza c’è l’ex capitano dei carabinieri Gennaro Cassese, 62 anni, all’epoca del delitto alla guida della compagnia di Vigevano. E che in questi mesi è stato più volte ospite in televisione per parlare del caso Garlasco. Cassese coordinò gran parte delle indagini e condusse in prima persona gli interrogatori.
Tra questi anche quelli del 4 ottobre 2008 degli amici di Marco Poggi.

I verbali di quegli interrogatori secondo i pm di Pavia presentano una serie di anomalie: si sono svolti nelle stesse ore e per mano degli stessi due carabinieri (con Cassese c’è il maresciallo Flavio Devecchi); in quell’interrogatorio Sempio consegna il famoso scontrino-alibi del parcheggio di Vigevano (che oggi secondo gli inquirenti invece venne fatto probabilmente dalla madre); durante le domande il ragazzo (aveva 20 anni) si sentì male tanto da dover far intervenire un’ambulanza. Eppure in quel verbale non c’è traccia di nulla. Gli inquirenti convocano in via Moscova a Milano il «capitano Cassese» una prima volta il 4 aprile 2025 e chiedono se lo scontrino fosse stato consegnato esattamente in quel momento: «Se avessi interrotto il verbale per acquisirlo da qualche parte o se fosse stato portato da qualcuno ne avrei dato atto». Rimase stupito del fatto che Sempio si fosse portato dietro lo scontrino? «No».



















































I pm nel corso delle indagini scoprono del malore di Sempio durante l’interrogatorio. E il 27 giugno riconvocano Cassese, stavolta in Procura a Pavia. «Il pm — si legge nell’atto — mostra il verbale di Sempio e di Biasibetti svolti nello stesso giorno negli stessi locali in parziale sovrapposizione di orari, in quanto Sempio è stato sentito dalle 10.30 alle 14.40 e Biasibetti dalle 11.25 alle 12.10, sempre dalle stesse persone». Cassese risponde: «Non escludo, anche se non ne ho un ricordo, che il verbale di Sempio sia stato interrotto, benché non se ne dia atto per attendere lo scontrino».

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I pm rilanciano e danno «lettura dell’ulteriore verbale di Capra Mattia redatto il 4.10.2008 dalle ore 13.25 alle ore 14.20 dagli stessi verbalizzanti, in coincidenza temporale con il verbale di Andrea Sempio. Che cosa ricorda?». Cassese: «Posso solo supporre che sia mancante la sospensione del verbale e abbiamo svolto altra istruttoria mentre il verbale di Sempio era sospeso, anche se non ne abbiamo dato atto». Le è capitato che qualche persona si sia sentita male durante l’escussione? «Non lo posso escludere, ma non lo ricordo». I pm chiedono se «ha avuto qualche malattia che dia ragione di un deficit patologico di memoria?». «No». Se fosse intervenuta un’ambulanza ne avrebbe dato atto a verbale? «Sì».

Gli inquirenti mostrano la scheda di intervento dei sanitari che soccorrevano Sempio per «lipotimia» dalle 11.19 per una durata di 16 minuti. «Non ricordo», risponde Cassese. È a questo punto che l’aggiunto Civardi interrompe il verbale e legge l’avviso di «false informazioni al pm», preludio dell’iscrizione nel registro degli indagati. La scorsa estate quando circola la notizia dei verbali «sospetti» Cassese si difenderà ospite in tv: «Abbiamo fatto delle cappellate».

È dedicato all’indagine sul delitto di Garlasco il prossimo appuntamento delle Conversazioni del Corriere riservate in esclusiva ai nostri abbonati, «Garlasco, la storia si riscrive?»: la condirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini risponde ai lettori in diretta video martedì 12 maggio alle 11. Conduce Maria Serena Natale.
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10 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 09:38)