Il Milan di Max, dopo l’andata, ha fatto meno punti di quello di Sergio (e segnato molti meno gol). Per la volata, cambiano gli uomini ma non i principi: l’obiettivo è ritrovare grinta e attenzione… sperando che lo stadio non contesti troppo


Luca Bianchin

Giornalista

10 maggio – 10:31 – MILANO

Sono mesi di siccità. Il Milan non segna più – un gol nelle ultime cinque – e il suo girone di ritorno preoccupa per la volata Champions: da inizio gennaio a oggi, sono arrivati 25 punti in 15 giornate. Sotto il livello degli ultimi anni, anche della scorsa stagione con Conceiçao: i punti, nelle prime 16 giornate del ritorno, sono stati 27 un anno fa, 32 nel 2024 con Pioli e 35 nell’anno dello scudetto. Solo nel difficilissimo 2023, quando il Milan campione d’Italia andò in crisi, il rendimento era stato peggiore: 23 punti ma tre vittorie nelle ultime tre partite. Insomma, i milanisti rischiano di vedere il peggior girone di ritorno della storia recente. Cerchiamo di capire che cosa è cambiato nell’ultimo anno e che cosa proverà a fare Allegri per salvare la volata.

il confronto con il 2025—  

Prima, un parallelo con l’ultima stagione. Conceiçao sostituì Fonseca prima del Capodanno 2025, in tempo per iniziare il girone di ritorno. Il meglio, all’inizio: il Milan vinse la Supercoppa a Riad con sceneggiatura prodotta in un Milan Club. Battere prima la Juve e poi l’Inter in rimonta, che altro chiedere? Sergio tirò dritto, rischiò di vincere anche il derby di campionato, poi i rapporti con l’ambiente si rovinarono. Seguirono alti e bassi, con una sorpresa: era considerato un allenatore difensivo – e in alcuni aspetti certamente lo era – ma segnò in tutte le partite del ritorno tranne due. Il confronto tra il Milan 2025 e il Milan 2026 è chiaro. Conceiçao nelle prime 16 partite del ritorno ha segnato 26 gol e ne ha subiti 19, Allegri ne ha segnati 16 e subiti 14. Difensivamente, si nota un progresso. Offensivamente, proprio no come dimostrano il calo dei tiri in porta, scesi da 5,8 a 3,6 a partita in dodici mesi, e il grande dibattito delle ultime settimane: colpa dell’allenatore che non produce gioco e occasioni o degli attaccanti che non fanno mai gol? (Nota a margine: una cosa non esclude l’altra)

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le ultime tre partite—  

Allegri ha impostato da subito principi difensivi chiari e cambiato la squadra rispetto al 2024-25. Gli attaccanti ora sono due, non tre. In mezzo al campo ci sono Modric e Rabiot, non Reijnders. Gli errori individuali sono diminuiti presto ma il Milan ha smesso di essere pericoloso per gli avversari. E ora? Impossibile cambiare il dna per Atalanta, Genoa e Cagliari, le ultime tre partite da cui il Milan dovrà spremere sei punti per salvare la Champions senza chiedere aiuti. Allegri cambierà uomini, non principi. Questa sera proverà con Pulisic e Gimenez davanti, con Loftus-Cheek mezzala e Ricci play, con De Winter al posto di Tomori in difesa. Ecco la prima regola: fiducia a chi ha avuto meno chance (e Leao in panchina). La ricerca dell’equilibrio invece resterà la stessa. Allegri in settimana ha chiesto attenzione dai primi minuti – l’approccio col Sassuolo è stato pessimo – e più grinta. Quindi un Milan più concentrato e più cattivo, come ha smesso di essere. In questo quadro, inciderà parecchio anche l’ambiente. A San Siro sono annunciate pioggia dal cielo e pioggia di critiche dalle tribune: senza quel gran saggio di Modric, servirà qualcuno di personalità per guidare la barca tra le onde.