di
Pierpaolo Lio

I primi dubbi del fratello di Chiara Poggi dopo aver ascoltato le frasi intercettate dell’amico Andrea Sempio: «Mi sembra folle, non riesco a spiegarmelo, è tutto surreale»

«Ve lo dico, ve lo confermo. Per me non c’entra». L’aveva detto il 20 maggio 2025. Un anno dopo esatto, le certezze di Marco Poggi sull’innocenza dell’amico di una vita sembrano vacillare. Martedì, il fratello di Chiara si è trovato di nuovo davanti agli inquirenti. È seduto in una stanza del Tribunale di Pavia, quando risuonano le parole di Andrea Sempio, di quell’intercettazione di aprile 2025 sulle «tre chiamate», e sul video che non si trovava più. Il testo viene letto dai magistrati. E non è l’unico. I pm pavesi gli leggono pure un altro sfogo d’interesse investigativo dell’amico. È di pochi mesi dopo, del 7 giugno 2025. Quando l’ipotesi di un movente legato ai filmini è ancora lontano dal rimbalzare su media, salotti tv e social. Quel giorno il 38enne viene registrato mentre, solo, è impegnato nell’ennesimo soliloquio in auto. «La storia del video è stata… è stata… il video lo devo aspettare da un momento all’altro», sono le sue parole, «ok, cioè, Chiara… lei nel video sembrava proprio… si è spostata…».

La reazione di Marco è d’incredulità. «Mi sembra folle, non riesco a spiegarmelo, è tutto surreale». In precedenza aveva ribadito che sapeva dell’esistenza di clip intime di Chiara con il fidanzato Alberto Stasi, per aver sbirciato accidentalmente sul pc una chat tra i due. Ma aveva confermato di non averlo visto, non averlo condiviso, non averne mai parlato con gli amici. Poi, sente il passaggio sulle chiamate a casa, e il riferimento a «quel video… e io ce l’ho». «Mi sembra una follia che lui abbia detto queste parole e che dicesse che si sentiva con Chiara», ribatte Marco. Che prova a rielaborare quelle nuove informazioni. «Non mi so dare una spiegazione. Se la devo dare, l’unica plausibile, seppure assurda, visto che nell’intercettazione si parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio ha preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se l’è portata a casa». Ma, prosegue, «mi sembra folle perché non penso che un mio amico viene a casa e mi ruba qualcosa. Poi, Chiara se ne sarebbe accorta».



















































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Gli viene fatto presente anche l’altro soliloquio. Marco Poggi non se ne capacita. «Che io sappia, Sempio non aveva alcun contatto con Chiara (…). Questa versione data dall’intercettazione non collima con quella che era la vita di Chiara, che ruotava attorno ad Alberto (Stasi, ndr). Mi sembra anche strano che Chiara non avesse detto a me o a qualcuno che un mio amico le stava rompendo le scatole. Mi avrebbe potuto dire “ma tu, deficiente, hai dato qualcosa al tuo amico?”. Perché non l’avrebbe fatto? Capisco la riservatezza, ma se vedi un problema, la riservatezza viene un po’ meno».

Il tema è centrale nelle nuove indagini. E ritorna anche nelle audizioni, in caserma a Milano, delle gemelle Cappa. Quando anche Paola e Stefania vengono sollecitate su quest’aspetto. Chiara si era mai confidata sull’esistenza di video intimi? «No. Questo mi fa supporre che si imbarazzasse a parlarne con me», è la risposta di Paola, che derubrica a «ipotesi» la sua teoria all’epoca di un omicidio seguito ad avances rifiutate. Stefania, invece, di quei filmati della cugina sapeva. «Sì, me ne aveva parlato», dice. «Lo aveva fatto in maniera molto generica, ma me ne aveva parlato». In che toni? «In maniera molto serena e semplice». Stefania afferma però di non ricordare di averla sentita lamentarsi del fatto che fossero stati visti da altri. Ma racconta un episodio, «particolare», delle sue visite dei giorni prima del delitto a casa Poggi. Erano in giardino, e suonò un allarme. «Vidi Chiara uscire di corsa in strada, abbigliata com’era, con l’abbigliamento da casa: ciabatte e pigiamino bianco. Mi sembrava molto spaventata. Voleva verificare che non ci fossero ladri in giro».

È dedicato all’indagine sul delitto di Garlasco il prossimo appuntamento delle Conversazioni del Corriere riservate in esclusiva ai nostri abbonati, «Garlasco, la storia si riscrive?»: la condirettrice del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini risponde ai lettori in diretta video martedì 12 maggio alle 11. Conduce Maria Serena Natale.
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10 maggio 2026 ( modifica il 10 maggio 2026 | 09:37)