La Commissione Trasporti dell’Ue ha approvato una bozza di legge che ha l’obiettivo modificare e migliorare le modalità di revisione, con particolare attenzione rivolta agli Adas e al controllo delle nuove auto elettriche ed ibride

Armando Bavaro

10 maggio 2026 (modifica alle 11:10) – MILANO

A Bruxelles, i deputati della Commissione Trasporti hanno ufficialmente adottato, con 30 voti favorevoli, 11 contrari e due astensioni, la bozza sulla revisione delle norme europee relative alle prove periodiche di idoneità alla circolazione dei veicoli e alle ispezioni su strada dei veicoli commerciali, con un focus speciale dedicato alle emissioni di NOx (ossido di azoto) e particolato. Particolare attenzione verrà rivolta agli Adas, che saranno oggetto di controlli specifici così come verranno stabilite verifiche dedicate ai modelli elettrici e ibridi. Novità previste anche, come segnalato dalla Commissione, per i richiami obbligatori da parte dei produttori: in futuro, la revisione periodica dei veicoli verificherà se i richiami relativi alla sicurezza siano stati effettivamente compiuti e superati e, in assenza di questo requisito, non verrà fornita l’approvazione del controllo. È stata invece bocciata la proposta di rendere annuale la revisione per i veicoli con più di dieci anni. Sul tema è intervenuto l’eurodeputato tedesco della Cdu Jens Gieseke che era stato fra gli oppositori alla introduzione di questa norma: “Il nostro obiettivo è rendere le strade europee più sicure e le ispezioni più efficienti, intensificando al contempo la lotta contro le frodi, senza gravare ulteriormente su consumatori e imprese. Niente più ispezioni generali annuali per i veicoli con più di dieci anni e niente più requisiti di collaudo per i veicoli commerciali leggeri: questo rappresenta un chiaro segnale di sollievo per i consumatori e, in particolare, per le piccole e medie imprese”. È bene sottolineare che queste nuove predisposizioni non entreranno subito in vigore: l’iter legislativo prevede infatti come prossimo passo il voto del parlamento europeo, in programma entro fine maggio.

maggiori controlli—  

Per poter rispettare il principio della libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione, la proposta della Commissione Trasporti prevede la possibilità di effettuare la revisione di un’auto in un Paese diverso da quello di immatricolazione. In questo caso sarà rilasciato un certificato temporaneo di idoneità alla circolazione, valido per sei mesi. La revisione successiva dovrà poi essere effettuata nel Paese di immatricolazione. Numerosi media sottolineano come le novità contenute all’interno della bozza approvata presso la Commissione europea potrebbero comportare, per gli automobilisti, maggiori costi e una revisione obbligatoria dei veicoli più tecnica e complessa rispetto al passato. Come indicato dalla Commissione saranno airbag, assistenza automatica alla frenata d’emergenza e altri sistemi elettronici di sicurezza a diventare parte integrante dei controlli previsti. Attualmente, molti di questi sistemi sono soggetti solo a controlli limitati, ed è per questa ragione che Bruxelles ha ritenuto necessario un miglioramento delle norme, in particolare per i veicoli più moderni dotati di un’ampia dotazione di sensori e software. Questo riguarda soprattutto i nuovi veicoli elettrici ed ibridi, sempre più diffusi sul mercato europeo.

controlli su strada e lotta alle frodi—  

Per contrastare il fenomeno sempre diffuso delle frodi e delle manomissioni dei contachilometri nel mercato delle auto usate, i deputati europei propongono l’obbligo per le officine di registrare le letture dei contachilometri, e per i costruttori di inserire i dati dei veicoli all’interno di un database nazionale. Come ultimo punto della proposta, la Commissione Europea ha deliberato anche sul tema dei controlli su strada del parco circolante al fine di verificarne le emissioni inquinanti, coi deputati europei che concordano sull’obiettivo di controllare almeno il 5% dei veicoli di ogni Paese europeo. Infine, nella proposta è compresa anche l’eliminazione della flessibilità sui controlli periodici delle motociclette di grossa cilindrata, ossia superiore ai 125 cc, e li ha resi obbligatori.