VENEZIA – «Mi hanno tirato così tanto i capelli da avermi strappato diverse ciocche dalla cute; sono stata presa a pugni in faccia sugli zigomi, presa per il collo, alzata da terra e gettata sul pavimento, calciata finché scendevo dal vaporetto, inseguita». A raccontare l’aggressione subita al termine della partita Venezia-Palermo su un vaporetto è la veneziana D.V. «Subito dopo il match io e il mio fidanzato siamo saliti sul battello della linea notturna del 5.2 a San Marco, imbarcadero D – racconta la vittima –. A bordo, dove eravamo schiacciati come sardine, eravamo circondati da ultras del Venezia che saltavano, urlavano i cori della squadra e spingevano così tanto che la barca continuava ad oscillare da una parte all’altra». La giovane, sulla trentina, a quel punto si spaventa e chiede al gruppo, con gentilezza, se potessero non saltare in quel modo e gridare nelle orecchie delle persone. «Hanno iniziato ad insultarmi, a dirmi le peggio cose che si possano immaginare – continua D.V. –. Io non ho risposto alle provocazioni, temendo potessero peggiorare. Finché non ho sentito che qualcuno, da dietro, mi stava strattonando i capelli fortissimo».
L’AGGRESSIONE
Il fidanzato allora, che si trovava a pochi passi da lei ma completamente bloccato dalla calca, cerca di farsi avanti per fare da scudo alla giovane con il suo corpo. «Il mio ragazzo è stato preso a pugni e calci sulla schiena – racconta lei –. Io allora ho chiesto aiuto ad un uomo che si trovava di fronte a me, gli gridavo di aiutarmi, che mi stavano picchiando. Lui però si è girato e ha iniziato a colpirmi in faccia, sulle tempie e sugli zigomi, tant’è che ho ancora le vertigini e il viso tumefatto». Il comandante del vaporetto, accortosi dello scontro, si è fermato all’imbarcadero della Palanca.
Il marinaio ha aperto la sbarra del vaporetto e fatto scendere la coppia. «Ho chiesto aiuto al marinaio, gli ho detto che ci stavano picchiando – aggiunge la giovane –. Lui ha fatto spallucce, come a dirci che non gli interessava affatto, e ci ha invitati a proseguire, ad andarcene». Finché scendeva dal vaporetto, gli ultras hanno continuato a colpire sia lei che il fidanzato alle spalle, con calci e pugni ripetuti. «Alcuni di loro sono scesi assieme a noi, ci hanno inseguito e continuato ad aggredirci – racconta –. Siamo scappati di corsa fino a piazzale Roma e, presa la macchina, siamo andati al pronto soccorso dell’Angelo. Temevo di potermi essere procurata un trauma cranico».
IL GIORNO DOPO
Ieri mattina, a casa loro, D.V. si è resa conto che continuavano a perdere ciocche di capelli ogni volta che si passava le mani sulla testa. Aveva le “borse” sotto agli occhi completamente viola, dei tagli sullo zigomo sinistro e i segni dello strangolamento sul collo. «Ciò che più mi fa male non sono le ferite – spiega la donna –, ma il fatto che mi sia sentita completamente abbandonata dalle istituzioni. Comandante e marinaio di Actv hanno lasciato che degli uomini grandi il doppio di me mi prendessero a pugni e calci; non sono mai riuscita a mettermi in contatto con la polizia nonostante i tentativi ripetuti, ho temuto per il peggio».
La coppia, ieri, si è presentata dai carabinieri con i referti medici rilasciati dal pronto soccorso e ha sporto denuncia contro ignoti. «Mi auguro questo serva a convincere le forze dell’ordine a visionare le videocamere di sorveglianza, che erano presenti anche nell’imbarcadero e da cui si può vedere l’intera scena, e spero che queste persone vengano fermate prima che possano fare qualcosa di tanto brutale un’altra volta».
Ultimo aggiornamento: domenica 10 maggio 2026, 13:56
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