Alexander Zverev fa il il suo dovere vincendo il derby tedesco con Altmaier e avanza al Masters 1000 di Roma.

Il numero 3 del mondo, seconda testa di serie del torneo ora se la vedrà col belga Blockx ma intanto nell’intervista post-partita ha affrontato diversi argomenti.L’ambientamento a Roma

«Il passaggio da Madrid a Roma è stato tranquillo, ormai sono abituato a cambiare ambiente e ritmi da 10 anni ormai. Credo che il mio corpo dopo le ultime settimane abbia bisogno di relax, è stato un pò difficile negli ultimi giorni ritrovare il ritmo, anche dopo Madrid, infatti non sono stato tanto bene ma sono sicuro che andrà meglio nei prossimi giorni. 

APPROFONDIMENTI


Piccolo siparietto durante la mixed zone tra il tedesco e un giornalista, visto il suo ingresso con degli occhiali particolari nell’area per le interviste: «Perché porto gli occhiali da sole? Non sono occhiali da sole, servono per riposare gli occhi e dormire meglio ma posso toglierli per l’intervista».

Le diverse dimensioni dei campi

«Sulla terra i campi grandi aiutano tantissimo, specialmente per uno come me che risponde molto lontano dalla linea di fondo. Sul cemento cambia meno, perché si gioca più vicini al campo, ma sulla terra la differenza si sente eccome.  A volte anche nei campi di allenamento faccio fatica a giocare punti perché non sento di avere abbastanza spazio per rispondere. Per questo faccio fatica a immaginare di giocare partite importanti su campi piccoli. Sono stato fortunato nella mia carriera a poter giocare spesso sui campi principali e spero di continuare a farlo ancora per tanti anni». Poi ha aggiunto: «​A Roma, e soprattutto a Madrid e Parigi, il Centrale è completamente diverso dagli altri campi, perché puoi stare lontanissimo in risposta se vuoi. Sugli altri campi questo non è possibile ed è probabilmente l’aspetto che cambia di più».

 

Il tema montepremi negli Slam

Il tema del prize money negli Slam e l’ipotesi boicottaggio è stato affrontato da numerosi tennisti in questi giorni di Internazionali d’Italia, tra cui anche Sinner e Djokovic. Zverev ha detto: «Non abbiamo parlato di boicottaggio, ma il tema esiste. Se guardi altri sport, la divisione dei ricavi è spesso vicina al 50%. Nel tennis siamo intorno al 15% complessivo tra uomini e donne, e sinceramente non credo sia giusto. Jannik, Carlos o io guadagniamo bene, questo è chiaro. Ma il punto è un altro: oggi forse 150 giocatori nel circuito maschile riescono davvero a vivere di tennis, e nel femminile probabilmente anche meno. Se ci fosse una distribuzione più equa, molti più giocatori potrebbero costruirsi una carriera sostenibile».

Il tedesco ha anche sottolineato come lo spettacolo prodotto dai giocatori sia il vero sale dei tornei e come meriti un riconoscimento maggiore:« Penso a finali da sei ore o a partite come quella dello scorso anno tra Sinner e Alcaraz, durata cinque ore e mezza. Match del genere valgono più del 15% dei ricavi. L’obiettivo deve essere rendere il tennis più sostenibile e redditizio per molti più giocatori, non soltanto per i primi cento del mondo».