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L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha comunicato di aver ricevuto una segnalazione di un incidente a 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar. Il comandante di una nave mercantile, si legge nella nota, «ha riferito che l’imbarcazione è stata colpita da un proiettile non identificato»

Seul: «Nave colpita da velivoli non identificati»

La nave cargo sudcoreana colpita lunedì nello Stretto di Hormuz è stata presa di mira da velivoli non identificati. Lo ha dichiarato oggi il Ministero degli Esteri di Seul, a pochi giorni dall’arrivo a Dubai della Hmn Namu, danneggiata da un incendio. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato che l’Iran aveva “sparato alcuni colpi” contro il vascello battente bandiera panamense ed esortato la Corea del Sud a unirsi alle operazioni Usa per ripristinare la navigazione attraverso la via d’acqua. “… due velivoli non identificati hanno colpito la lamiera esterna del serbatoio di zavorra sul lato sinistro a poppa della Hmn Namu a intervalli di circa un minuto, provocando fiamme e fumo”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Park Il in un briefing con la stampa sull’attacco di lunedì. Non ha specificato di che tipo di velivoli si trattasse, affermando che “sono stati catturati dalle riprese delle telecamere a circuito chiuso, ma vi sono limitazioni nell’identificare il tipo esatto, l’origine del lancio e le dimensioni fisiche degli oggetti”. Teheran ha negato ogni responsabilità per l’attacco, con la sua ambasciata a Seul che ha pubblicato sul proprio sito web una dichiarazione in cui “respinge fermamente e nega categoricamente qualsiasi accusa riguardo al coinvolgimento” delle proprie forze. L’ambasciatore iraniano in Corea del Sud è stato convocato al ministero degli Esteri per illustrare la posizione di Teheran riguardo alle conclusioni, ha dichiarato Park, evitando di speculare su come il governo di Seul potrebbe rispondere qualora l’Iran fosse ritenuto responsabile dell’attacco.

Media Iran: Teheran ha inviato la risposta alla proposta Usa via Pakistan

La Repubblica Islamica dell’Iran ha inviato oggi al mediatore pachistano la sua risposta all’ultima proposta statunitense per porre fine alla guerra. Lo riporta l’agenzia Irna. L’obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la «cessazione immediata della guerra» e il «ripristino della sicurezza marittima» nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Secondo l’attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all’attuale conflitto militare.

Iran, da Mojtaba Khamenei «nuove direttive» ai militari

La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha indicato durante l’incontro con Ali Abdollahi, a capo del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya, “nuove misure e direttive” per far fronte ai “nemici”. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars dopo le notizie dell’incontro che ci sarebbe stato tra i due. Non è stata precisata una data. Abdollahi ha assicurato, stando alla Fars, che le forze iraniane, Pasdaran e Basij compresi, sono pronte per “contrastare azioni ostili dei nemici”, di Usa e Israele, e ha affermato che “in caso di errore strategico” l’Iran risponderà con “rapidità, intensità e potenza”.