Calcio: Presidente Federcalcio Iran: «Mondiale importante risorsa diplomatica, poste 10 condizioni»

Il presidente della Federazione calcistica dell’Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell’Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una «importante risorsa diplomatica». Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato sabato la partecipazione dell’Iran al torneo mondiale di calcio maschile di quest’estate, nonostante la guerra in Medio Oriente, ma aveva chiesto che Stati Uniti, Messico e Canada, Paesi ospitanti, accettassero le sue condizioni. «Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un’importante risorsa diplomatica», ha affermato Taj in un’intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato.

La partecipazione dell’Iran al torneo è avvolta nell’incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: «Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni».

Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all’evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l’inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. La Fifa, l’organo di governo del calcio mondiale, ha insistito per settimane sulla partecipazione dell’Iran. L’Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno.