Se a New York, lo scorso 4 maggio, in occasione del MET Gala 2026, Fashion is Art è stato il messaggio diffuso sul red carpet dal dress code di celebrity internazionali, Design is Art è il claim sottinteso dal progetto firmato GNAMC, che ha ambientato all’interno delle sale del museo il best of della produzione di rinomati brand italiani. Va letto come una sperimentazione su campo della” filosofia” Made in MIC: un’iniziativa strategica del Ministero della Cultura concentrata sulla ridefinizione del rapporto tra patrimonio culturale, design contemporaneo e industria creativa italiana. Il programma, presentato ufficialmente al Salone del Mobile 2026, prevede, tra gli altri obiettivi, che musei, archivi e siti culturali non siano solo luoghi di conservazione ma anche laboratori di produzione culturale. Non più solo spazio da osservare, la Galleria di Valle Giulia si trasforma in “museo abitabile”. Sedute, lampade, tessuti, panche e oggetti-scultura popolano e animano le sale delle collezioni permanenti e gli spazi comuni, rendendo i luoghi più confortevoli e familiari.
Poltrona Skin, Molteni, Sala Fontana
Panca Groove, Porro, Sala Twombly
Thinking Man’s Chair, Cappellini, Cortile Centrale
L’heritage italiano (non più statico) diventa esperienza contemporanea. Icone come la sedia Superleggera di Gio Ponti, la Zig Zag chair di Gerrit Thomas Rietveld, la Thinking Man’s Chair di Jasper Morrison, la Victoria Ghost di Philippe Starck ( foto d’apertura) trovano il loro spazio accanto a tele e sculture con disinvolta naturalezza. Come se fossero sempre state lì. L’arte si incrocia con la vita quotidiana, grazie al coinvolgimento di prestigiose aziende italiane che hanno partecipato in qualità di sponsor tecnici. E proprio alla quotidianità punta l’operazione di merchandising, attivata dalla Galleria insieme ad alcuni brand del made in Italy, che affiancano il loro marchio a quello del museo (recentemente registrato) nella realizzazione di oggetti ispirati a opere della collezione permanente. La finalità è che il design italiano possa reinterpretare simboli, collezioni e identità storiche attraverso creazioni utilizzabili nella vita di tutti i giorni, capaci di raccontare, in chiave contemporanea, l’identità culturale dei luoghi. Al momento il compito è affidato alla lampada da tavolo di Slamp, che reinterpreta le cancellature di Emilio Isgrò sotto forma di oggetto luminoso, e alla capsule collection di mug e borracce firmate Guzzini, “vestite” con le figure e le trame dei grandi capolavori custoditi nella Galleria.
Lampada da tavolo Isgrò cancella Isgrò, Slamp
Bottiglia Energy Klimt GNAMC, design Spalvieri&Delciotto, Guzzini
Mug Klimt GNAMC, Guzzini

Architetto romano animato da una innata vocazione cosmopolita e da una sfrenata curiosità, considera il design la sua personale lente di ingrandimento per interpretare il flusso di cambiamenti sociali e culturali che attraversa il nuovo millennio. Alterna l’amore per la progettazione alla passione per il racconto, nella convinzione che la parola possa contribuire a sciogliere le intricate dinamiche del processo creativo. Interessato da sempre all’interior design e alle connessioni tra comunicazione e architettura, si occupa delle relazioni tra spazio e immagine, lavorando sull’intersezione tra moda, food, arte e interni.





