Il revival black/thrash/speed metal continua a raccogliere proseliti a livello mondiale, grazie a nuove formazioni che ripropongono le sonorità e l’immagine tipiche degli anni Ottanta; basti pensare a Midnight e Deathhammer, giusto per citare due nomi tra i più noti.
Tra i terreni più fertili per questo stile c’è sicuramente la Germania, che negli ultimi anni ha sfornato formazioni di prim’ordine come i Nuctemeron, i quali, dopo un decennio tra EP e split, proprio nel 2026 hanno sfornato il loro primo full-length dal titolo “Demonic Sceptre” per la label svedese I Hate Records.
Un album di prim’ordine che, oltre a soddisfare i vecchi puristi del genere, non faticherà a trovare nuovi seguaci, perché riesce a far rivivere le sensazioni di quel periodo a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, in cui il thrash più sporco dava vita a ibridazioni di vario tipo con la brutalità del black metal.
I Nuctemeron non scendono mai a compromessi e tirano dritti per la loro strada, dichiarando guerra alle sonorità pulite e raffinate, attraverso una narrazione fatta di suoni ruvidi e violenti, croci rovesciate, borchie e cartuccere, oltre alla giusta dose di blasfemia e scenari post-apocalittici. Per comprendere meglio cosa c’è dietro a questo progetto, scendiamo in trincea con il cantante Lunatic Aggressor.
PRIMA DI TUTTO COMPLIMENTI PER L’ALBUM. TI CHIEDIAMO DI RACCONTARCI LA GENESI DELLA BAND E I PASSAGGI CHE VI HANNO PORTATO A QUESTA LINE-UP. IL NOME CHE AVETE SCELTO, INVECE, NON LASCIA DUBBI SULLE VOSTRE INFLUENZE, IN MODO PARTICOLARE I PRIMISSIMI SODOM, DEI QUALI APPUNTO “NUCTEMERON” È IL TITOLO DI UN BRANO.
– “Demonic Sceptre” sta ottenendo un’ottima risposta da parte della critica e dei fan, il che ci rende molto orgogliosi.
Il gruppo è nato nel 2014 a Chemnitz per volere del batterista Christhunter e del sottoscritto. Inizialmente suonavo il basso e cantavo, poi, a seguito dell’ingresso di Volcanic Slut al basso tre anni dopo, ho preferito concentrarmi esclusivamente sulle linee vocali. Per quanto riguarda il ruolo di chitarrista, invece, ne abbiamo cambiati diversi fino all’ingresso di Exterminator, che ci ha garantito una formazione stabile e dunque la possibilità di registrare il nostro primo album.
Hai ragione, i Sodom, soprattutto “Obsessed By Cruelty”, sono una delle nostre influenze principali, insieme a Destruction, Kreator, Bathory, Venom ecc.
ANCHE LO PSEUDONIMO DEL BATTERISTA NON LASCIA SPAZIO A INTERPRETAZIONI: UN OMAGGIO AL LEGGENDARIO CHRIS WITCHHUNTER DEI SODOM?
– Apprezzo il tuo entusiasmo a riguardo e, sì, non sei fuori strada, perché Chris Witchhunter è sicuramente un modello per il nostro batterista, che porta lo stesso nome del compianto Dudek. Penso che la sua influenza sia percepibile nel suo stile dietro alle pelli, da qui la scelta di scegliere un nome come Christhunter, che è anche un piccolo omaggio a Witchhunter.
SIETE SUL MERCATO CON VARI EP E COLLABORAZIONI DAL 2016. COME SI È EVOLUTO IL VOSTRO SOUND?
– In questi anni il nostro suono non è cambiato drasticamente, ma ci siamo evoluti nel comporre canzoni sempre più coinvolgenti e veloci, come emerge dall’ultimo lavoro. Nel complesso, siamo sempre rimasti fedeli alle nostre origini, anche se l’influsso delle sonorità tipiche degli anni Ottanta, soprattutto in chiave heavy, speed e black metal, adesso è più pronunciato e meglio integrato nel nostro stile.
SPIEGACI LA ROUTINE DEI NUCTEMERON E IL LAVORO CHE C’È DIETRO PER UN VOSTRO PEZZO OTTIMALE.
– Ci ritroviamo in sala prove una volta a settimana. Al momento stiamo lavorando sulla nostra nuova scaletta per i concerti, che consisterà per l’80% di pezzi estratti da “Demonic Sceptre”. A livello di composizioni solitamente uno o due membri del gruppo portano le idee per i riff, che annotiamo, scriviamo, modifichiamo o adattiamo, fino a quando non abbiamo una tipica canzone dei Nuctemeron, eseguita alla perfezione.
È difficile dire quali tempi ci sono dietro a questo lavoro; dipende da vari fattori. A volte siamo più rapidi a scrivere i pezzi, mentre in altre occasioni ci vuole più di tempo. Alla fine, ciò che conta veramente è che il gruppo sia completamente soddisfatto del risultato ottenuto.
COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA I HATE RECORDS?
– Abbiamo conosciuto Peter Lidén della I Hate Records al Thrash Nightmare Fest di Pisek in Repubblica Ceca, dove suonammo nel 2022. Peter rimase talmente impressionato del nostro show che venne nel backstage al termine della serata per proporci di realizzare un full-length con lui.
Pur avendo ricevuto un paio di altre offerte, abbiamo scelto di andare avanti con la I Hate Records, perché Peter è un vero appassionato e cultore del metal: ci stiamo trovando molto bene con l’etichetta e siamo molto contenti di come ci sta supportando.
VENITE DALLA RENANIA-PALATINATO, UNO STATO CHE PUÒ VANTARE UNA LUNGA TRADIZIONE NEL THRASH E NEL BLACK, AVENDO DATO I NATALI A GRUPPI COME NOCTURNAL, DESASTER E CRUEL FORCE. COM’È LA VOSTRA SCENA LOCALE? SIETE IN CONTATTO CON QUESTE BAND?
– Sono d’accordo, la Renania-Palatinato ha dato un grande contributo alla scena tedesca. Oltre alle ottime band che hai citato, ce ne sono molte altre attive nel nostro Stato d’origine e con cui siamo soliti suonare dal vivo, bere una birra o divertirci insieme.
Abbiamo un rapporto speciale con i Nocturnal, infatti il loro chitarrista Avenger (Daniel Cichos, ndr) ha partecipato alle sessioni di registrazione del nostro album. Detto ciò, penso che al giorno d’oggi la scena tedesca possa contare su molte valide band in grado di mantenere in vita l’eredità del sound teutonico. Ciò mi rende felice e orgoglioso di farne parte.
NEL VOSTRO SOUND SI PERCEPISCE ANCHE UNA MARCATA INFLUENZA BLACK METAL, SULLA SCIA DI GRUPPI COME NIFELHEIM, VOMITOR, GOSPEL OF THE HORS E DESTRÖYER 666, SOPRATTUTTO NELLE PARTI IN BLASTBEAT. CONCORDI?
– Sicuro, hai colpito nel segno e siamo dei grandi fan delle band che hai menzionato. A questi nomi aggiungerei anche gli Aura Noir e i Bewitched, formazioni black/thrash di metà anni Novanta che hanno segnato il nostro sound.
TORNANDO AGLI ANNI OTTANTA. QUALI SONO I TUOI CINQUE ALBUM PREFERITI DELLA SCENA TEUTONICA?
– Non è semplice sceglierne cinque, ma, in ordine di gradimento, direi: “Infernal Overkill” dei Destruction, Obsessed By Cruelty” dei Sodom, “Pleasure To Kill” dei Kreator, “Raging Steel” dei Deathrow e il debutto omonimo dei Necronomicon.
E PER QUANTO RIGUARDA LO SPEED TEDESCO?
– Veneriamo la nostra vecchia scena speed, caratterizzata da band fondamentali come Iron Angel e Living Death, ma non solo, anche i primissimi Running Wild.
COSA MI DICI SE TI NOMINO I POISON DA ULM?
– Assolutamente, avevano un suono veramente estremo per quegli anni e senza dubbio hanno avuto un ruolo importante anche per i Nuctemeron. Visto che ne abbiamo parlato, mi hai fatto venire voglia di riascoltare “Into The Abyss”…
NELLA TRACCIA “BRANDISH THE HAMMER OF HELL” HO NOTATO ALCUNI PASSAGGI EPICI IN STILE BATHORY DEI TEMPI DI “HAMMERHEART”. MI SBAGLIO?
– Non sono mai stato un grande estimatore di “Hammerheart” e tutta la discografia che è venuta dopo. Per me la quintessenza della musica dei Bathory è “Blood, Fire, Death”, ma capisco cosa intendi relativamente a quei passaggi di “Brandish The Hammer Of Hell” e devo dire che quel risultato non è stato intenzionale.
Fin dall’inizio abbiamo deciso di utilizzare quel pezzo come chiusura dell’album e di fare in modo che non fosse una tipica canzone dei Nuctemeron, ma che avesse un approccio quasi epico. Il riff conclusivo si prestava perfettamente a questo tipo di ritornello melodico; quindi, abbiamo pensato di inserire la voce femminile di Volcanic Slut e siamo davvero contenti del risultato. Una canzone che ritengo perfetta per chiudere “Demonic Sceptre”.
OTTIMA SCELTA DI INCLUDERE UNA COVER DI “ANGELDUST” DEI VENOM. CHE RUOLO HANNO AVUTO PER VOI E COSA NE PENSI DEI NUOVI PROGETTI CON GLI EX COMPONENTI DEI VENOM?
– Inizialmente la cover doveva essere inserita solo nel singolo “Rape From The Grave”. Poi abbiamo pensato che la nostra versione meritasse di essere inserita nell’album come traccia bonus. Chiaramente i Venom sono stati fondamentali per la nostra formazione, come per la maggioranza dei gruppi nati dopo di loro. Sono stati tra i primi ideatori e precursori del vero suono black metal, un gruppo capace di combinare suoni sporchi e canzoni orecchiabili, oltre a essere stati degli innovatori a livello di immagine e testi.
Non seguo i loro ultimi progetti, anche se devo ammettere che qualche anno fa ho assistito alle esibizioni dei nuovi Venom con Cronos e dei Venom Inc con Mantas e Abaddon; dal vivo ho trovato entrambe le scalette molto godibili. Il nuovo materiale però non mi interessa, perché penso che il meglio della loro discografia l’abbiano detto a inizio anni Ottanta.
COME VALUTI LA NUOVA ONDATA DI BAND COME MIDNIGHT E DEATHHAMMER?
– È fantastico che ci siano questo tipo di gruppi anche al di là dei confini tedeschi. Mi piace molto il black’n’roll dei Midnight, che ora sono diventati un gruppo sempre più importante, mentre il black/thrash dei Deathhammer lo trovo davvero spettacolare. Ci consideriamo pienamente parte di questa scena e anche noi portiamo alta la bandiera del genere.
A LIVELLO DI LIVE COME SIETE MESSI?
– Abbiamo suonato in Repubblica Ceca, Austria e Lussemburgo, ma speriamo di raggiungere presto altri paesi. Abbiamo preso parte anche a importanti festival, aprendo per gruppi come Impaled Nazarene, Törr, Nifelheim, Mortuary Drape ecc.
“DEMONIC SCEPTRE” È STATO PRODOTTO DA SASHA BASTIAN DEI WITCHING HOUR. COME VALUTATE IL SUO LAVORO?
– Siamo molto soddisfatti del risultato, perché con il suo mixaggio e il suo mastering è riuscito a catturare il suono che ci eravamo prefissati; ciò ci ha dato sicuramente una grossa mano nel ricevere riscontri positivi. È riuscito a creare un suono in pieno stile anni Ottanta. Sapeva già cosa cercavamo come sound, perché aveva già lavorato sul nostro split EP con i Nunslaughter: un ottimo prodotto. Da qui la scelta di tornare da lui – per noi non è mai stato in discussione il fatto che ci dovesse essere la sua firma su questo nuovo disco.
QUALI SONO LE TUE BAND ITALIANE PREFERITE?
– Sono un grande estimatore dei nomi più di culto come Death SS, Bulldozer e Mortuary Drape. L’Italia però ha anche tanti progetti nuovi che mi piacciono, come per esempio Bunker 66 e Barbarian, con cui abbiamo anche suonato dal vivo. Ciò dimostra che la vostra scena è in grado di dare vita a band davvero di ottimo livello.

