È davvero possibile superare ciò che sembra opposto, oppure ogni confine è anche un punto di incontro? Da questa domanda prende vita la prima mostra di Mickael Giordani, promossa da Icas e Danesi presso la galleria Arteteatro della Fondazione san Domenico. È stata inaugurata ieri, sabato 9 maggio, e sarà visitabile fino al 24 maggio secondo i seguenti orari: dal martedì al sabato dalle 16 alle 19, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. Ingresso libero.

 

Equilibrio

Le opere di Giordani si sviluppano attorno ad una linea orizzontale che divide lo spazio pittorico in due parti. Questa linea è una soglia viva, un luogo in cui diversi elementi entrano in relazione. Tra le due parti si crea un dialogo continuo, un equilibrio delicato che riflette anche la nostra esperienza interiore. Il colore diventa protagonista, energia capace di trasformare lo spazio e chi lo osserva. Il tema centrale è quello della trasformazione in cui gli opposti si influenzano, si attraversano e si modificano.

 

Ottimista per natura e per arte

“L’arte è un atto di guarigione” ha spiegato l’artista. “Noi umani siamo fatti di tante parti diverse, ma le accettiamo tutte, in equilibrio tra caos e armonia. Le opere mettono in luce la contrapposizione tra le due parti: quella più bassa è più scura e materica, quella più alta caratterizzata da colori più brillanti, rappresenta l’emotività”. Arwen Imperatori Antonucci, consigliere con delega all’arte della Fondazione san Domenico, ha commentato, rispondendo a Giordani: “ sei un ottimista. Si parte dalla materia scura per arrivare in alto a colori più brillanti. Questa mostra è frutto di un incontro importante tra l’artista e Umberto Cabini, fondatore della galleria in cui oggi ci troviamo”.