Di Tatooine potrebbe essere pieno l’Universo. Secondo una nuova ricerca condotta dagli scienziati del Jeremiah Horrocks Institute dell’Università del Lancashire (Uk), i pianeti con due soli (come quello iconico della saga di Star Wars, appunto) potrebbero essere molto più comuni di quanto finora creduto. Anzi, contravvenendo alle attuali teorie, la presenza di un sistema binario di stelle faciliterebbe la formazione di pianeti simili a Giove. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Due stelle, nuovi mondi

Per molto tempo è stata convinzione diffusa tra gli astronomi che i sistemi binari, cioè quelli composti da due stelle “accoppiate” che ruotano l’una intorno all’altra, fossero regimi ostili per l’origine di nuovi pianeti: il tiro alla fune gravitazionale costante tra i due astri creerebbe un ambiente troppo turbolento, instaurando condizioni che non consentono alle polveri e ai gas di aggregarsi per formare corpi celesti stabili. La nuova ricerca, guidata da Matthew Teasdale, autore principale dello studio, dimostra però che questa teoria è vera solo in parte, o, per meglio dire, che è incompleta. Attraverso simulazioni computerizzate, gli scienziati hanno ricostruito l’evoluzione dei dischi protoplanetari (quelle enormi strutture di polveri e gas che circondano le giovani stelle), scoprendo dinamiche inaspettate: l’ambiente più vicino alle stelle si è confermato troppo caotico, ma le zone più esterne si sono rivelate ideali per la genesi di nuovi pianeti, e anche piuttosto produttive.

Origine dal caos

I dischi protoplanetari in un sistema binario, dunque, si presentano divisi in due zone. Quella vicino alle due stelle è off-limits, proibita, perché le forze gravitazionali sono così intense da impedire l’aggregazione di materia. Stando al nuovo modello, però, superata una certa soglia, il disco protoplanetario riesce a frammentarsi sotto il proprio stesso peso: per il fenomeno dell’instabilità gravitazionale, la materia del disco collassa e forma grumi che diventeranno i pianeti primordiali. Stando ai dati dello studio, non solo i sistemi binari possono generare pianeti, ma sono anche piuttosto prolifici, anche più delle stelle singole. E il merito sarebbe proprio del campo gravitazionale asimmetrico che accresce l’instabilità nella zona esterna del disco protoplanetario.