Dopo le dimissioni della giuria internazionale che si è rifiutata di prendere in considerazione i padiglioni di Russia e Israele, la Biennale ha deciso di far votare i visitatori che possono esprimere una preferenza per un artista che partecipa alla mostra principale e un’altra per un partecipante ai padiglioni nazionali. 52 artisti della Mostra principale su 111 si sono però opposti a questa modalità rinunciando così alla possibilità di concorrere per i premi
Non si fermano le polemiche che, nell’edizione 2026, stanno colpendo la Biennale Arte di Venezia. Questa volta, a protestare, è quasi la metà degli artisti presenti nella Mostra principale “In Minor Keys”, curata da Koyo Kouoh, che si oppongono alla sostituzione dei premi tradizionali con i cosiddetti Leoni dei visitatori. Sono infatti 52 su 111 gli artisti che hanno deciso di rinunciare alla possibilità di concorrere ai tradizionali Leoni d’Oro e che hanno sottoscritto una dichiarazione nella quale spiegano di aver preso questa decisione “in solidarietà con le dimissioni della giuria selezionata da Koyo Kouoh”.
Dimissioni della giuria
I Leoni d’Oro, i premi tradizionalmente consegnati nell’ambito della Biennale di Venezia, vengono assegnati da una giuria internazionale sia agli artisti della mostra centrale sia ai padiglioni nazionali. Quest’anno, però, la giuria si è dimessa collettivamente dopo aver già annunciato nelle settimane precedenti all’inizio dell’evento che non avrebbe preso in considerazione i padiglioni di Paesi accusati di crimini contro l’umanità davanti alla Corte Penale Internazionale (Israele e Russia, la cui partecipazione è stata ampiamente contestata finendo anche al centro di dibattiti politici). I primi a dimettersi, il 30 aprile, sono stati cinque membri della giuria dopo che l’artista israeliano Belu-Simion Fainaru aveva denunciando presunte discriminazioni razziali e accuse di antisemitismo, arrivando a ipotizzare un’azione legale contro la Biennale.
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Leoni dei visitatori
Dopo le dimissioni collettive della giuria, la Biennale di Venezia ha preso una decisione senza precedenti: sostituire i premi tradizionali con i cosiddetti “Leoni dei visitatori”. In questo modo i riconoscimenti non sono assegnati da una giuria internazionale di esperti bensì dal pubblico attraverso una votazione popolare e i premi saranno consegnati il 22 novembre, giorno di chiusura dell’esposizione. A questo hanno detto no oltre 50 artisti, tra cui alcuni nomi noti della scena artistica internazionale (come Alfredo Jaar, Otobong Nkanga, Walid Raad e Tuan Andrew Nguyen) ma anche artisti dei padiglioni nazionali, tra cui la francese Yto Barrada, la lituana Egle Budvytyte e l’olandese Dries Verhoeven.
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Come funziona il voto dei visitatori
Le votazioni da parte dei visitatori si sono aperte il 9 maggio, giorno di apertura al pubblico della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Gli aventi diritto al voto sono i titolari di biglietto che hanno visitato entrambe le sedi dei Giardini e dell’Arsenale. La visita sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. All’esito della verifica dell’utilizzo del biglietto per entrambe le sedi, la Biennale invierà via email, a partire da 24 ore dopo l’accesso alla seconda sede, il link per l’espressione del voto. Il sistema garantisce l’anonimato. I visitatori possono votare per un artista che partecipa alla mostra principale e per un partecipante ai padiglioni nazionali: un solo voto per ciascuno dei due premi.

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