L’interno: luce, materia e progetto su misura

Entrando, si ha la sensazione che tutto parta da un elemento preciso: la luce. Ma non una luce qualsiasi, piuttosto una presenza mobile, quasi tattile, che scivola lungo le falde inclinate e disegna i volumi con delicatezza. Può davvero la luce diventare un materiale di progettazione? In questa mansarda sì, perché è proprio da essa che prende forma ogni scelta. Le coperture inclinate, spesso considerate un vincolo, si trasformano in opportunità: accolgono arredi su misura, integrano funzioni contenitive, definiscono geometrie silenziose ma estremamente efficaci. La distribuzione è fluida.

La cucina, posta al centro, si configura come un fulcro discreto attorno al quale ruotano gli altri ambienti. La zona notte si raccoglie invece in una dimensione più intima, quasi protetta. E poi ci sono i materiali: legno e marmo, superfici che non si limitano a essere viste, ma che chiedono di essere percepite. Il lettore potrebbe chiedersi: Come si evita che un interno così misurato diventi freddo o impersonale? La risposta sta proprio nella qualità sensoriale delle texture, nella loro capacità di assorbire e riflettere la luce, restituendo un’atmosfera sempre diversa, mai statica. Un suggerimento emerge con chiarezza: