È soprattutto il filone delle estorsioni aggravate dal metodo mafioso a emergere con forza nella maxi operazione antimafia scattata all’alba tra Foggia e il Gargano, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari insieme alla Procura di Foggia.

La squadra mobile di Foggia, con il supporto della Sisco di Bari e il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ha eseguito ventuno misure cautelari nell’ambito di una vasta inchiesta su omicidi, tentati omicidi ed estorsioni riconducibili alle batterie della mafia foggiana.

Secondo gli investigatori, numerosi imprenditori del capoluogo sarebbero stati vittime di richieste estorsive e intimidazioni finalizzate ad alimentare le casse dei gruppi criminali attivi sul territorio.

I nomi degli indagati raggiunti dall’ordinanza

Nell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Bari, Paola Angela De Santis, compaiono i nomi di numerosi soggetti ritenuti, a vario titolo, coinvolti nelle attività estorsive contestate dagli inquirenti.

Tra loro figurano personaggi legati ai clan Moretti e Sinesi-Francavilla: Francesco Abbruzzese, 49 anni alias “Stuppin”; Antonio Bellofatto, 79 anni; Fabrizio Bevilacqua 28 anni; Luciano Calabrese detto “Cupptill”, 27 anni; Luigi Croce, 54 anni; Antonello Frascolla, 36 anni; il fratello Gioacchino Frascolla, 41 anni; Alessandro Moffa, 46 anni; Pasquale Moffa, 44 anni; Alessandro Moretti, alias “Sassolin”, 35 anni; Raffaele Perdonò, alias “Lele”, 35 anni; Samuel Perdonò, 28 anni; Claudio Pesante, alias “U’ Sgarr”, 21 anni figlio del boss Francesco; Sergio Ragno, 49 anni, Luigi Tonti, 30 anni e Ciro Spinelli detto “il marsigliese”, 40 anni. Alcuni di loro, tra cui i Frascolla, Calabrese, Ragno, Samuel Perdonò e Spinelli sono già detenuti per altra causa, anche per fatti recenti come nel caso di Spinelli, beccato poche settimane fa per la storia dell’orologio Patek. Moretti, invece, è stato nel frattempo ucciso a gennaio scorso in un agguato al momento irrisolto.

Le accuse contestate dalla Dda

L’inchiesta ricostruisce, secondo l’accusa, una lunga serie di pressioni e intimidazioni ai danni di imprenditori foggiani, episodi che sarebbero stati portati avanti con modalità mafiose per rafforzare il controllo del territorio da parte delle batterie criminali.

Le contestazioni comprendono episodi estorsivi aggravati dal metodo mafioso, ma anche omicidi e tentati omicidi maturati nell’ambito delle dinamiche interne alla criminalità organizzata della provincia di Foggia.

Gli investigatori stanno inoltre eseguendo numerose perquisizioni tra il capoluogo e il Gargano.

Gli altri filoni dell’operazione

Parallelamente al capitolo sulle estorsioni, l’operazione ha riguardato anche il duplice omicidio di Nicola Ferrelli e Antonio Petrella, uccisi ad Apricena il 20 giugno 2017. Per questo agguato vennero già arrestati Francesco Scirpoli di Mattinata e Pietro La Torre di Manfredonia, entrambi 44enni del clan Lombardi-Scirpoli-La Torre.

Nel corso del blitz è stato inoltre fermato il 43enne di Manfredonia Giuseppe Robustella, ritenuto dagli investigatori il presunto autore dell’omicidio di Stefano Bruno e del tentato omicidio di Saverio Bruno e Pasquale Bruno, avvenuti a Foggia il 29 aprile scorso.

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