Gestione dell’immigrazione

Gli immigrati sudamericani beneficiano di una relazione speciale con la Spagna: condividendo lingua e tradizioni, ottengono la cittadinanza dopo soli due anni di residenza legale rispetto ai dieci anni previsti per gli altri stranieri. Le imprese possono richiedere l’assunzione di cittadini extracomunitari in qualunque momento tramite procedura semplificata (Qui) per le professioni con carenza di manodopera, o per lavoratori di qualunque tipo provenienti da Paesi con cui esistono accordi bilaterali, come Cile e Perù. Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani (Ocpi) gli stranieri sono aumentati sia con i governi Rajoy, sia con i governi Sánchez, passando dai 136 mila concessi nel 2014, ai 248 mila del 2024. A questi numeri si aggiunge la maxi-sanatoria di circa mezzo milione di irregolari varata lo scorso aprile. Inoltre nel 2024 è stato approvato un Piano strategico che prevede un investimento di 100 milioni di euro in programmi di formazione professionale e integrazione.
Sul tema migratorio va rilevato che l’Italia è geograficamente più esposta, e sulle nostre coste non arrivano anche cittadini con cui abbiamo in comune lingua e tradizioni (come invece avviene in Spagna). Il punto dirimente però è la feroce contrapposizione fra i partiti che da dieci anni spacca la politica italiana, e continua ad impedire una gestione collocabile fuori dal perimetro ideologico. L’assunzione di extracomunitari è regolata dal «Decreto Flussi» con gli imprenditori che devono passare dai 4 click day all’anno divisi per tipologia: stagionali, subordinati, badanti, turismo. In più le procedure burocratiche sono inefficienti e non rispondono alle esigenze delle imprese (Dataroom ottobre 2025). Tra il 2014 e il 2024 i permessi di soggiorno agli stranieri sono stati mediamente 160 mila all’anno, ma una parte minoritaria ha riguardato ingressi per motivi di lavoro. Sta di fatto che la Spagna attrae stranieri con un livello di istruzione più elevato – il 29% è laureato contro il 12% in Italia – e, nonostante la bassa natalità, la sua popolazione residente è cresciuta di 3 milioni nell’ultimo decennio, mentre quella italiana è diminuita di 1,7 milioni (Fonti: Teha, Istat, OCPI, Istituto Nazionale di statistica spagnolo).