Il 2 aprile Blanco ha camminato per 42 chilometri, dalle parti del lago di Garda dove è cresciuto, andando da Cisano fino alla casa della madre a Calvagese della Riviera. Blanco, all’anagrafe Riccardo Fabbriconi, 23 anni, uno dei cantautori di punta della nuova generazione, aveva in mano “Ma’”, il disco che aveva dedicato proprio alla madre e che sarebbe stato pubblicato il giorno dopo. Per lanciarlo ha voluto compiere un gesto insieme reale e molto simbolico per sottolineare il senso del lungo percorso, fisico e interiore, che è alla base del progetto. Il risultato è un racconto intimo e diretto in cui si svela, nella sua tipica scrittura cruda e autentica.
Dal disco al tour
E “Ma’” viene presentato nel primo tour nei palazzetti, sorta di prologo alle date estive. «È una sfida nuova, uno stimolo che mi gasa, proprio perché non so mai cosa aspettarmi e sono curioso di vedere come reagirà il pubblico», spiega l’artista. L’Unipol Forum lo aspetta stasera ed è sold out. Il bis è fissato già per mercoledì 13 maggio ma anche per questa data siamo agli sgoccioli con i biglietti. «Ho una voglia incredibile: sono carico, carichissimo», aggiunge. «Non vedo l’ora di far divertire le persone e, allo stesso tempo, di farmi travolgere da loro, ma su questo non ho dubbi, perché tra noi c’è qualcosa di forte, ci vogliamo bene».
Lo show
Nello show ai soliti musicisti si aggiungono i fiati; il live dura un’ora e 45 minuti e oltre alla musica ci sarà molto da vedere: uno spettacolo fisico e intenso, sostenuto da una preparazione anche atletica, in cui Blanco propone le hit e i brani più recenti. La scenografia la firma il collettivo londinese Ombra, tra i più interessanti e richiesti del momento, che ha pensato a un palco classico e a un’estetica cruda. Tutto questo è pensato per far divertire: «Per me il tour è una festa. È un momento che aspetto davvero tanto, da condividere con tutte quelle persone che, alla fine, sono la mia famiglia. Mi fa quasi strano chiamarli “fan”: li sento molto di più. Ho bisogno di viverli, di sentirli fisicamente, di creare un contatto vero, guardarci negli occhi, toccarci, esserci». Obiettivo: due ore di felicità: «Voglio vedere la gente uscire felice, così come lo sarò io. Alla fine, è questo che conta davvero».
L’11 e 13 maggio. Info unipolforum.it
Ultimo aggiornamento: lunedì 11 maggio 2026, 05:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA