Nato ad Anzio e cresciuto a Farra di Soligo dopo il trasferimento della famiglia in Veneto, Simon Dulu ha raccontato alla redazione di Qdpnews.it il suo percorso nel mondo della stand up comedy, tra ansia, serate improvvisate, battute pungenti e la voglia di trasformare esperienze personali in momenti di leggerezza condivisa con il pubblico.
Chi lo conosce lo descrive come uno che riesce a scherzare praticamente su tutto, ma dietro la comicità c’è anche una storia fatta di cambiamenti e carattere. “Da piccolo ero molto vivace”, racconta Simon sorridendo. “Più crescevo e più diventavo anche parecchio rabbioso”. Una personalità forte che col tempo ha trovato sfogo proprio sul palco, davanti a un microfono.
La passione per la comicità nasce guardando programmi televisivi come Colorado e i grandi del cabaret italiano. “Mi è sempre piaciuto far ridere i miei compagni di classe”, spiega. “In qualche modo mi sono sempre immaginato sopra un palco”. Eppure il primo vero contatto con la stand up arriva quasi per caso. Un amico lo convince ad assistere a una serata a Conegliano e lì incontra alcuni ragazzi che organizzavano open mic a Padova. Da quel momento decide di provarci davvero.
L’esordio, però, è stato tutto fuorché tranquillo. “Avevo una paura assurda”, ricorda. “Continuavo a rileggere il pezzo mentre gli altri comici erano tranquillissimi. Io invece avevo l’ansia di capire se fossi davvero fatto per questo oppure no”. A preoccuparlo non era soltanto il palco, ma anche il giudizio delle persone che lo conoscevano. “C’erano amici ed ex amici tra il pubblico e avevo paura che mi vedessero in modo diverso”.
Poi arriva il momento del microfono acceso e delle prime risate. Nonostante l’emozione e qualche parola mangiata dall’ansia, il pubblico reagisce bene. Simon porta sul palco temi legati all’identità e alle differenze culturali, affrontati con ironia e spontaneità. “In Italia spesso non c’è distinzione tra le minoranze”, racconta. “Per molti sei semplicemente ‘quello nero’ e basta”. Un argomento delicato trasformato però in comicità intelligente e immediata, capace di strappare risate sincere senza perdere il messaggio.

Negli anni successivi Simon Dulu continua a esibirsi tra Padova, Vicenza e Conegliano, costruendo esperienza serata dopo serata. Racconta che non sempre è facile: ci sono momenti complicati, serate storte e periodi in cui salire sul palco richiede ancora più energia. “Con il tempo impari a lasciare fuori i problemi”, spiega. “Quando sei lì sopra devi vivere quel momento e far stare bene anche il pubblico. Magari qualcuno arriva con la testa piena di pensieri e riesce a dimenticarseli per un’ora grazie a una risata”.
Di recente il giovane comedian si è esibito al locale LZO di Conegliano come opening act di un comico arrivato da Roma. La serata ha richiamato tantissime persone e il locale si è riempito rapidamente. Si respirava un’atmosfera leggera e coinvolgente, con il pubblico che ha seguito ogni battuta tra applausi, risate continue e momenti improvvisati. Alla fine dello spettacolo l’energia in sala era ancora altissima e la serata si è conclusa tra sorrisi e commenti divertiti.
Simon non nasconde le ambizioni per il futuro: “Vorrei diventare un esempio di comedian straniero in Italia”, racconta. “Sono ancora all’inizio, ma voglio crescere e portare la mia comicità anche fuori dal Veneto”. Durante la sua ultima esibizione ha portato anche uno sketch legato alla dark comedy e agli stereotipi culturali, che la redazione di Qdpnews.it ha voluto condividere proprio per il modo ironico e spontaneo con cui è riuscito a coinvolgere il pubblico. Tra le battute che hanno scatenato più risate in sala quella in cui scherza dicendo: “Ultimamente mi criticano perché non faccio dark comedy. Ma alla fine, noi del Bangladesh, quali minoranze possiamo prendere in giro? C’è qualche albanese in sala? Grazie a Dio!”.
Per concludere, Simon Dulu ha voluto ringraziare la redazione di Qdpnews.it lasciandoci uno dei suoi sketch, perfettamente in linea con la comicità autoironica e spontanea che porta sul palco durante le sue serate.
“Io non ero uno studente modello, ok? Non ero bravo a scuola. Però per rendere felice mia mamma aspettavo sempre la recita scolastica. C’erano due ruoli: quello del re e quello dello schiavo. Il ruolo del re l’ha fatto un bianco… quello dello schiavo l’ho fatto io. Esatto. Però magicamente l’unica felice era mia madre. A un certo punto si avvicina e mi fa: ‘Uguale uguale al nonno’. Ma mi sa che non hai capito cosa ho fatto”.
Tra battute, osservazioni sulla società e tanta spontaneità, Simon Dulu continua così a ritagliarsi il suo spazio nella comicità live italiana, dimostrando che spesso le storie più vere sono anche quelle che fanno ridere di più.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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