CENA DEI COSCRITTI DEL ‘ 64 – BAITA ALLE PESCHIERE –
9 MAGGIO 2026
I NOSTRI ANNI MIGLIORI
La storia è cominciata all’asilo di Taibon
con poca voglia di andare
ma con tanto impegno nel recitare.
Suor Celsa ci accompagnava
nelle recite e nei canti
e vestiti da stelline eravamo proprio tanti,
tutti arrossati, ma con tanta lingua per fortuna
seguivamo la battuta che ci sembrava più opportuna.
Ci volevamo bene e a volte litigavamo
ma era sempre bello tenerci per mano
e sull’altalena e sulla giostra ci divertivamo,
ma poi ci aspettava Suor Sandrina
con un bel pranzetto che profumava tutta la cucina.
E quando qualcosa non ci andava
mettevamo tutto in tasca
per la gioia della mamma
che di lavar grembiulini era proprio stanca.
Ma alle elementari come soldatini eravamo
e con la maestra Dell’Andrea in prima ci divertivamo,
soprattutto quando ci chiedeva qual era il nostro lavoro preferito da grandi
e noi rispondevamo che facendo il prete (Mario) e la suora (Amalia)
si poteva andare avanti,
ma una bella risata da parte dei compagni era subito arrivata
per farci diventar rossi come la peperonata.
Alle Medie e alle Superiori ognuno è andato per la propria strada:
ormai ci sentivamo grandi per oltrepassare ogni difficile contrada.
Ma a 18 ANNI ci siamo ritrovati
e proprio a fare i coscritti siamo andati.
Con quelli del ’63 eravamo insieme nella sala Consigliare
per il passaggio del palo a ballare e festeggiare
e alla fine davanti al monumento
col caro Fisti una bella foto ci è stata scattata, per suggellare questo momento,
con Mirko però ben sdraiato sul pavimento.
Il 31 DICEMBRE con bandiera, cappello e fiori colorati,
una gran Festa in Municipio ci siamo organizzati.
Dopo il giro per le case, i coscritti sono arrivati
tutti allegri perché dalle coscritte erano stati dissetati,
ma purtroppo una coscritta ben determinata
un brutto scherzo ha fatto alla Brigata:
tutte le bevande alcoliche aveva occultato
e una certa irritazione fra tutti aveva suscitato.
La Festa è comunque ben decollata
e da tutta la classe è sempre ben ricordata.
Per alcuni anni l’allegra compagnia si è ritrovata
a far cene e feste in tutta la vallata.
Una fermata alla Maria Tude era sempre programmata,
per poi proseguire verso la Meta prenotata:
TABIÀ, CAIADA e COMELLE
dove ne facevamo sempre di belle.
Un “CARUO” dall’Acciaio Inox in Caiada era una tradizione stabilita,
per farci prendere, durante la serata, una bella stordita.
“Dio Purcette” era l’intercalare che usava Oraz
per farci sganasciare,
poi di Celentano partiva il repertorio
che coinvolgeva e rallegrava tutto l’uditorio.
E anche alla Piccola Baita una cena abbiamo consumato
con il caro Giorgio, la nostra mascotte, che era piuttosto arrabbiato
e spesso ci riprendeva
quando la battuta non gli piaceva.
(Malia te e proprio un fenomeno…)
Al Col dalla Amalia abbiamo organizzato una grigliata,
ma la nostra infermiera Rita ad un certo punto era parecchio preoccupata
e quando con la “sgnapa di giasene” qualche coscritto si è alterato
l’ha messo” in cortel” sul letto e per fortuna l’ha salvato.
Fortunatamente la baita non si è bruciata,
nonostante la legna in eccesso di Mirko
che aveva fatto una sua bravata.
Un’altra serata anche il canarino di Roberta
le penne ci ha rimesso
perché i brilli coscritti la grappa nel bicchierino gli avevano messo!
E quella stessa sera Nando e Morena nell’accompagnare il Fisti a casa
non erano più capaci di tenerlo in strada,
quindi lo hanno mollato per la ghiacciata discesa
e un ruzzolone gli hanno fatto fare fino alla chiesa.
E un’altra sera in piazza, dalla Uno del Fulvio si faceva fatica a uscire,
perché ben in otto eravamo dentro per poter alle “cioche” sopperire,
ma i carabinieri lì presenti ci hanno ben contato
e Fulvio il giorno dopo è finito in Caserma dall’Appuntato. Aiutooo!
(L’ha pagata cara perché ancora oggi va a firmare in caserma per la malefatta… ah ah ah…)
Ce ne sarebbero comunque da raccontare a oltranza e neanche un libro
conterrebbe tutta la nostra baldanza.
Ormai tanti anni sono passati
e molti cambiamenti sono arrivati
però i bei ricordi della nostra compagnia
rimangono sempre con un po’ di nostalgia.
Questa sera ci siamo ritrovati alle Peschiere
per mangiare e bere,
ma soprattutto per ricordare le belle amicizie sincere.
W LA CLASSE DEL ’64 DI TAIBON