di
Marco Calabresi

Tra i primi 200 al mondo, pugliese di nascita vola agli ottavi al Foro Italico. Era partito dalle qualificazioni

Prima dell’inizio del 2026, Andrea Pellegrino aveva giocato solo cinque partite nel circuito maggiore. Non è più un ragazzino, visto che lo scorso 23 marzo ha compiuto 29 anni, ma Andrea ha trovato comunque il tempo per regalarsi le sue due settimane da sogno. Con la vittoria in due set (7-6 6-1) sull’americano Frances Tiafoe, numero 22 del ranking, Pellegrino si è conquistato gli ottavi di finale degli Internazionali Bnl d’Italia, il suo primo main draw della carriera in un Masters 1000, raggiunto tramite le qualificazioni. Sfiderà Jannik Sinner, che ha battuto Alexei Popyrin, domani sul Centrale.

Non sarebbe la prima volta tra Pellegrino e Sinner, visto che c’è un precedente datato 2019, nel torneo Itf sardo di Santa Margherita di Pula. Era fine marzo, Jannik non aveva neanche 18 anni ma già giocava le finali, e quella contro il tennista pugliese la vinse 6-1 6-1. E c’è un precedente pure contro Carlos Alcaraz, nelle qualificazioni al Roland Garros 2021: Andrea perse più o meno allo stesso modo, 6-1 6-2. “A Sinner non ci penso”, aveva detto ieri dopo aver beneficiato sabato sera del ritiro dopo quattro game del francese Arthur Fils: «Fu una grande esperienza per me», ha invece ricordato oggi dopo che la Bnp Paribas Arena lo aveva osannato per una vittoria impensabile. «Sono molto contento, è stata una partita veramente dura – ha aggiunto -. Le condizioni non erano facili perché c’era anche tanto vento. Non ho sfruttato dei set point (due sul 5-3, più altri tre nel tiebreak, ndr), ma per fortuna ho portato a casa lo stesso il set. Quando sono venuto qui non mi sarei mai aspettato questo tipo di risultato, sono veramente felice del mio tennis».

Sfiderà Sinner: «Sette anni fa presi una stesa allucinante – ricorda Pellegrino a proposito del precedente di Santa Margherita di Pula -. Lui era giovanissimo, aveva appena vinto il primo Challenger ma era già fortissimo. Quello che sta facendo ora è fuori dal normale, spero di andare in campo domani e divertirmi. Se ci penso è una cosa molto emozionante giocare davanti a 10.000 persone con il giocatore più forte del mondo, sarà incredibile e spero di potermela godere. Con che spirito lo affronto? Quello con il quale affronto tutti, andando in campo e dando il massimo. E’ un avversario diverso rispetto agli altri, cercherò di godermi l’atmosfera che ci sarà. I tabelloni sono quelli, tocca giocare con il giocatore più difficile da incontrare. Da una parte è un’impresa complicata da fare ma anche un’esperienza che rimarrà per tutta la vita».

Poi a proposito del tifo contro nel match contro Landaluce: “Erano ragazzini che non c’entrano nulla con il tennis, vengono lì per disturbare i giocatori e non gli interessa il tennis o dei giocatori. Questo sta un po’ rovinando il tennis perché alla fine è uno sport che è sempre stato elegante e così diventa come uno stadio di calcio dove vale tutto togliendo quella bellezza che il tennis ha”. Allo stadio, però, mercoledì sera spera di andarci: “Non so se rimarrò, ma se ci sarà l’opportunità magari”.
 E pensare che c’era qualcuno che, nel secondo turno di qualificazione contro lo spagnolo Martin Landaluce (poi ripescato come lucky loser e anche lui capace di arrivare negli ottavi grazie alla vittoria di oggi su Mattia Bellucci), era stato capace di tifare contro di lui. I soliti scommettitori, che pur di incassare qualche euro sono disposti a rinnegare la bandiera: Pellegrino li aveva puntati e, dopo aver salutato l’avversario e il giudice di sedia, ha gentilmente invitato questi “tifosi” a tornare a casa.

Quello di Roma non è comunque il primo exploit di Andrea in questa stagione in cui ha giocato più partite Atp (otto con quella di domani) che nel resto della carriera: a Santiago, sempre sulla terra (e dove nel 2023 aveva vinto il suo primo e unico titolo Atp, in doppio con Andrea Vavassori), aveva raggiunto i quarti di finale prima di perdere da un altro italiano, Luciano Darderi. 



















































Per il resto, una vita passata nei tornei Challenger, con quattro vittorie: la prima proprio a Roma, al Garden, contro Hugo Gaston, poi ancora a Vicenza (2022), Bad Waltersdorf (2023) e Perugia (2025). La sua vita è invece iniziata in Puglia: nato a Bisceglie, è figlio di un’insegnante di scuola (mamma Rosa) e di un istruttore di tennis, Domenico, con cui è inevitabilmente iniziata la sua giovane carriera, all’età di quattro anni. A 13, invece, il trasferimento presso il centro federale di Bari.

Tifoso dell’Inter (anche se ha confessato di avere Cristiano Ronaldo come idolo calcistico), probabilmente legherà la prolungata permanenza a Roma con la finale di Coppa Italia di mercoledì sera nel vicino Stadio Olimpico. Lo farà con un sorriso grande così, comunque vada a finire domani. Da numero 155 del mondo è già sicuro di salire almeno al numero 126, e poi c’è l’aspetto economico, che quando si è fuori dai primi 100 non è mai da trascurare: in tutto il 2026, Pellegrino aveva guadagnato poco più di 98mila dollari, poco più di 83 mila euro. Solo con gli ottavi di finale di domani si metterà in tasca 92mila euro.

11 maggio 2026 ( modifica il 11 maggio 2026 | 17:47)