Reduce da un problema alla schiena, è partito dalle qualificazioni, ha superato Fils e Tiafoe e a quasi 30 anni si avvicina al miglior ranking della carriera


Lorenzo Topello

Collaboratore

11 maggio – 17:19 – MILANO

“Mi sono infortunato alla schiena e ho saltato alcuni tornei per essere qua. Perché Roma è speciale”. Andrea Pellegrino agli Internazionali non poteva proprio rinunciare, e alla fine ha avuto ragione lui: la sua favola al Foro Italico è iniziata dalle qualificazioni (dove ha battuto prima Gaston e poi Landaluce) ed è proseguita a suon di spunte verdi. Ora, superate due teste di serie come Fils (ritiratosi nel primo set) e Tiafoe, il classe ’97 si è fatto strada fino agli ottavi di finale. Alle soglie dei trent’anni, alle porte del best ranking, con in tasca il miglior piazzamento personale in un Masters 1000 in carriera. 

ROME, ITALY - MAY 11: Andrea Pellegrino of Italy celebrates winning match point against Frances Tiafoe of United States in their Round of 32 match on day Seven of the Internazionali BNL D'Italia 2026 at Foro Italico on May 11, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

emozioni—  

Andrea, a Roma, più che fare il Pellegrino ha preso residenza. Un colpo dietro l’altro ha mosso i suoi passi nel tabellone principale, riuscendo prima di tutto ad avere ragione di Luca Nardi nel derby d’esordio: “La cosa che più mi sta piacendo di me stesso è che nell’ultimo periodo sto affrontando bene le partite, le difficoltà, i vari momenti. Giocare un Masters 1000 non è come giocare i tornei più piccoli” raccontava dopo aver battuto il connazionale al terzo set. Pellegrino ha fatto check-in nella Capitale convinto di poter dire la sua sulla terra battuta che lo ha “svezzato” per tutto febbraio in Sud America: a Santiago ha raggiunto i quarti di finale, finendo ko contro Darderi. E confermando però i passi in avanti dopo le difficoltà che ne hanno rallentato la crescita, nel corso degli anni: “La cosa più difficile in passato è stata gestire i momenti negativi: a volte facevo fatica a svegliarmi la mattina e andare ad allenarmi. E i risultati non arrivavano: se vedi che l’età avanza e gli obiettivi che ti prefissi non arrivano, un po’ di ansia ti viene”. A Roma la negatività ha lasciato spazio a un ciclone di emozioni. 

ottavi al primo tentativo—  

Anche perché il tennista di Bisceglie ha iniziato a ballare e ci ha preso gusto, anche quando di fronte a lui sono arrivate le teste di serie: al secondo turno ha beneficiato del ritiro di Fils (che stava battendo 4-0 nel primo set) e soprattutto al terzo ha avuto la meglio su Frances Tiafoe. Che sulla terra rossa non si muoverà esattamente come nel salotto di casa, ma è pur sempre il numero 22 del mondo: l’azzurro lo ha domato in un primo set che era diventato un inseguimento da film thriller (7-6 dopo 71 minuti) e poi lo ha lasciato senza benzina nel secondo, condotto agevolmente fino al 6-1 conclusivo. Andrea sceglie spesso di comandare lo scambio, gioca un tennis sbarazzino e al Foro Italico ha scelto di fare all-in. Ha avuto ragione lui. Non aveva mai giocato in un tabellone principale a livello 1000: ora è agli ottavi al primo tentativo. E potrà sfidare il numero uno mondale, Jannik Sinner.

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specialista del rosso—  

Pellegrino, che sui social è ammiratissimo per un fisico pieno di muscoli e addominali scolpiti, aveva circondato di rosso l’appuntamento agli Internazionali e non poteva essere altrimenti, considerando che la terra battuta è la superficie su cui ha giocato 19 finali su 19 a livello Futures e Challenger. Curiosità: una di queste l’ha persa contro Sinner, a Santa Margherita di Pula nel 2019. Non solo: sulla terra ha anche giocato e vinto l’unica finale a livello Atp in carriera, seppur nel doppio. Era nell’amata Santiago del Cile, a marzo 2023, e a condividere il campo con lui c’era uno specialista come Andrea Vavassori. Istantanee da conservare in prima fila, da accompagnare ai tanti sorrisi che questo Masters 1000 romano non smette di regalargli: Pellegrino ora si è portato a un passo dal best ranking in carriera, quel 125 che adesso sì, non vede l’ora di migliorare. All’alba dei trent’anni, non esiste regalo migliore.